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mercoledì 21 dicembre 2011

Tanti auguri per il solstizio d'inverno

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Oggi alle ore 5.30 c'è stato il solstizio d'inverno. E' un stato momento fondamentale perché è il momento astronomico esatto in cui finisce un ciclo e ne inizia un altro. 
Dal 21 giugno scorso sta avvenendo un dramma: il sole percorre un sentiero sempre più basso e più corto nel cielo; la luce che illumina il nostro mondo la si vede per un tempo sempre più corto ed è sempre più fioca, sempre più pallida; le tenebre della notte pian piano invadono le nostre giornate e la poca luce che arriva è sempre meno in grado di riscaldare la terra e l'aria. Per tale ragione la situazione di questo momento (al 22 dicembre) è drammatica: le nostre giornate sono troppo corte, il buio arriva presto la sera mentre il gelo ha invaso il nostro mondo: l'erba è diventata gialla nei prati e sta morendo lentamente, le piante hanno perso le foglie e sono solo scheletri puntati verso il cielo, gli animali si rintanano sotto terra e patiscono per il freddo e la fame.
E' chiaro che non può continuare a lungo così, la vita non può sopravvivere a lungo in tale stato: andando avanti così tutta la vita morirà e il mondo diventerà un deserto gelido e morto.
Ma non c'è da avere paura: la nostra specie vive da molto tempo e tutto questo lo si è già visto molte volte; in precedenza tale processo di morte si è sempre arrestato, il sole ha smesso di scendere nel cielo e ha ricominciato ad alzarsi, la luce è tornata a illuminare più a lungo, con più intensità; con essa è tornato il caldo, le piante sono ridiventate verdi, gli animali sono usciti dai loro rifugi e la vita è tornata rigogliosa.
Abbiamo già visto molti cicli: sono molto regolari e ciò ci permette di calcolare l'istante stesso in cui finisce un ciclo e un altro riprende: si può stare relativamente tranquilli sul destino del nostro mondo, e di noi stessi: la luce vincerà le tenebre e con essa tornerà la vita: tutto ciò è già successo molte volte: si ripeterà come sempre.
Da prima di dove arriva la nostra memoria tale giorno lo si festeggia e da questa antichissima festa sono nate quattro feste che si svolgono alcune prima e altre dopo (col passare del tempo problemi nel conteggio hanno spostato di alcuni giorni la data) il solstizio; ma al centro di queste feste ci sta la luce e il suo ciclo: così il 12 e 13 dicembre si festeggia Santa Lucia (nella notte più corta che ci sia) notare il nome Lucia: luce; poi c'è il natale cristiano il 25 dicembre: nasce un bambino che porta la luce nel mondo, si addobbano gli alberi con delle luci; poi viene capodanno in cui finisce un anno e ne comincia un altro: si buttano le cose vecchie, si illumina la notte coi fuochi d'artificio; e infine la befana in cui si fa un falò, ancora luce, e si brucia la vecchia: fine di un ciclo; oppure per i cristiani arrivano dei Magi guidati da una stella: ancora luce. E in tre di queste feste arriva qualcuno: Santa Lucia, San Nicola ovvero Babbo Natale, Gesù bambino, la Befana, i Re Magi a portare doni a dei bambini.

Per cui qualunque è il modo in cui festeggiate:

BUONE FESTE A TUTTI: CHE LA LUCE SCONFIGGA ANCORA UNA VOLTA LE TENEBRE

domenica 18 dicembre 2011

Io sono un apostata.

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Un paio di anni fa, dopo averci pensato su per un bel po', ho deciso di fare l'atto di apostasia; ho scritto la seguente lettera e, circa sei mesi dopo, mi sono recato dall'arciprete del mio paese Talamona; avrei potuto fare come tanti e inviare una lettera al vescovo ma per la mia uscita dal cattolicesimo volevo qualcosa di più personale, ecco la lettera:


ATTO D'APOSTASIA


Domanda di sbattezzo


Io sottoscritto Cesare Vola, nato a Morbegno (SO) il 06/06/1972, residente a Talamona (SO) essendo stato battezzato nella parrocchia di Talamona in data di poco successiva alla mia nascita, le sarei grato di voler apporre sul registro dei battesimi, vicino al mio nome, la seguente annotazione:

“non desidera più appartenere alla Chiesa Cattolica Apostolica Romana con effetto immediato a partire dal 6/8/2009” 

Sono giunto a una tale decisione a seguito di anni di studi, riflessioni e di esperienze spirituali che mi hanno portato a concludere che:

  • Il popolo ebraico non ha avuto da Dio alcun trattamento particolare essendo egli il dio di tutti gli uomini e non solo di un popolo particolare.
  • Il popolo ebraico non ha mai avuto alcuna conoscenza spirituale superiore a quella degli altri popoli che hanno vissuto o vivono attualmente sulla terra.
  • Le vicende relative alla vita di Gesù figlio di Giuseppe sono un mito e non raccontano fatti storici ma al più sono storie romanzate di fatti accaduti o attribuiti a Gesù figlio di Giuseppe.
  • La chiesa cattolica romana è il prodotto di costruzioni intellettive umane e non porta alcun messaggio più vero di quello di qualsiasi altra religione.
  • Non c'è alcuna ragione di essere salvati non esistendo alcun peccato originale.



La verità spirituale è un puzzle complicato che per essere compreso va cercato:

  • in tutti i prodotti delle riflessioni umane, senza privilegiarne alcuna,
  • nell'ascolto delle verità che ogni uomo porta con sé,
  • nella verità presente nel proprio spirito,
  • nella contemplazione del cosmo: gli animali, i vegetali, i funghi, l'aria, la terra, l'acqua, le stelle, i cristalli, la materia... e le leggi fisiche che governano il cosmo materiale,
  • nelle regole e nelle strutture della matematica, 
  • nell'ascolto dei messaggi che il cosmo ci invia. 




Risulta chiaro che per dette ragioni non vi è più alcuna ragione perché io appartenga alla Chiesa Cattolica Apostolica Romana e di conseguenza vi chiedo di effettuare l'annotazione sopraccitata nella lista dei battezzati tenuta nella vostra chiesa / diocesi e di inviarmi un attestato di questa variazione tramite lettera debitamente sottoscritta. 

Si allega fotocopia del documento d'identità.

Nell'attesa di una vostra conferma scritta, vi invio i miei più distinti saluti.

Redatto a Talamona il 6/8/2009.                In fede Cesare Vola





Quel'incontro chiaramente fu piuttosto emozionante, l'arciprete quel giorno dopo aver letto la lettera mi chiese se ne volevo parlare e io ovviamente risposi di si per cui avendo degli impegni mi diede un appuntamento per alcuni giorni dopo: mi chiese se volevo riprendermi la lettera e riportagliela ma io gliela lasciai: la riprese con un certo malcelato ribrezzo.
Dopo alcuni giorni tornai e esposi le mie idee che sono essenzialmente quelle espresse nella lettera, ne seguii una discussione molto civile, di circa un ora io proponevo le mie tesi e lui le trattava con sufficienza. Ad ogni modo finita la discussione mi chiese se doveva inoltrare la lettera che stava sulla sua scrivania al vescovo e io dissi di si: ci rimase un po' male, mi dispiace ma era necessario per la sua crescita spirituale.
Quando uscii e mi trovai in strada mi vennero addosso delle emozioni strane e mi resi conto della ragione per cui avevo aspettato anni a farlo e della ragione per cui molte persone non cristiane trovano tutte le scuse per non fare atto di apostasia: sentii una strana pressione nel petto che poi si sciolse e mi guardai in giro in preda a una strana ubriacatura: era avvenuta in me una emancipazione ma ora mi sentivo solo e sperduto nel mondo...
Ad ogni modo tale emozione poi è passata e ora quel senso di solitudine si è mutato in un bel senso di pienezza, di appartenenza alla grande comunità umana: la setta cattolica mi dava solo un falso senso di appartenenza che poi generava una profonda solitudine: l'emancipazione mi ha dato un vero senso di appartenenza ad una comunità più grande: l'umanità.