mercoledì 5 agosto 2015

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E' già qualche anno che questo blog non lo aggiorno più; forse perché ha fatto il suo tempo e lo sento come qualcosa di confuso. Ma in questo periodo mi è tornata la voglia di scrivere e di farlo sulla spriritualità. Chi fosse interessato può trovare questo nuovo blog all'indirizzo:

http:\\www.cosmointelligente.blogspot.com

Mi sono messo di impegno ad aggiornarlo questa volta.

Ciao a tutti coloro che mi hanno letto.

domenica 12 agosto 2012

Danza cosmica

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Immersi in un cosmo intelligente viviamo vite troppo spesso isolate

ma poi succede qualcosa che interviene fuori e dentro di noi e ci appare la danza cosmica e noi dentro di essa:

la cosa più difficile è accettare di non essere l'unico protagonista ma che tutti lo siamo

e poi si può danzare e essere felici.

venerdì 11 maggio 2012

Sono ancora vivo.

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Ciao miei pochi lettori del blog; non sono morto a causa delle mie diete estreme, sono ancora vivo solo che sono un po' in crisi di ispirazione (o meglio l'ispirazione ce l'ho è la creatività che manca) va be' passerà e ricomincerò a scrivere ...

sabato 14 aprile 2012

5.000

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Bene, Sagredo è arrivato a 5.000 contatti, molti saranno qui per sbaglio ma altri magari no, mi piacerebbe saper qualcosa su coloro che leggono il blog.

giovedì 5 aprile 2012

Come si guarisce dalla disgrafia.

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Qualche tempo fa scrissi un post sulla scuola che vorrei, avevo un po' di idee in testa... Ora riprendo il discorso entrando un po' nello specifico e parlando di un caso particolare.
Noi insegnati siamo abituati ad avere a che fare con tutti i vari dis (lessici, calculici, grafici) che ci propinano gli psichiatri e questi stessi esimi medici a volte vengono a scuola a spiegarci che per questi problemi non c'è niente da fare e allora si deve usare gli strumenti "compensativi" caratteri più grandi, uso della calcolatrice ecc... Ma affrontare e risolvere il problema quello no! E' impossibile e loro ci spiegano che questo è dovuto a certi circuiti nel cervello che non funzionano a dovere... Io di questo ne ho sempre dubitato anche perché ho avuto spesso a che fare con studenti a cui fare ripetizioni e li ho imparato molto sull'intelligenza umana e su come si superano certi problemi.

Ma veniamo a noi: a mio nipote qualche anno fa venne diagnosticata una disgrafia e se guardate questo esempio capirete il perché:


Ora i calcoli sono giusti e lui a scuola va bene un po' in tutte le materie ma a scrivere in bella grafia: ha sempre scritto così!
Così la maestra insisté perché andasse da uno specialista anche perché erano anni che non riusciva a  farlo migliorare e lo specialista certificò la disgrafia ed ecco che la scuola si attivò per fargli trovare un bel computer sul banco: tanto non c'è niente da fare.

Ma nella scuola che vorrei i problemi si affrontano e si cercano soluzioni, con calma senza pretese e ben consci che spesso non è facile e il fallimento è un opzione plausibile, ma mettendoci il massimo dell'impegno.
Ora guardate questo: é stato scritto dalla stessa mano:


Be' certo si può migliorare ma non ho dubbi che lui lo possa fare e il miglioramento è netto e netto è il superamento della disgragfia!

Che è successo? Io faccio da volontario a un doposcuola e anche lui ci viene e martedì scorso ho avuto l'occasione buona, sono riuscito ad allontanare da lui tutte le varie educatrici che non fanno altro che stressarlo col tipico atteggiamento da maestrine, lo ho tranquillizzato dicendogli che anche se sbagliava non importava gran che (infatti c'è un errore in quanto un risultato del problema sotto non è quello corretto, ma io non ho detto niente); ho dovuto quasi litigare con le educatrici per allontanarle e gli ho detto di provare a scrivere bene e gli chiesto se sapeva il perché:
"per essere ordinato" mi ha risposto
"no per fare in modo che altri riescano a leggerlo" gli ho detto.
A quel punto gli ho detto di stare dentro i quadretti e di scrivere con calma e voilà! Forse a molti non sembrerà gran cosa ma chi ha a che fare con queste cose dirà che è un miracolo.

Che è successo? Semplice si è creata una situazione favorevole: intanto il mio ruolo: di me si fida in quanto tra me e lui c'è affinità e io riesco a farmi ascoltare da lui guardandolo negli occhi e parlandogli con calma (tutti abbiamo persone di cui ci fidiamo e altri di cui non ci fidiamo e giustamente accettiamo aiuto solo da chi ci ispira fiducia) così ho potuto dargli una motivazione razionale del perché andava fatto e lui (che è molto razionale) ha trovato un buon motivo per farlo; la seconda cosa è stato costruirgli attorno una bolla sicura e non stressogena: guardandolo scrivere ho capito che ha sempre scritto male in quanto doveva finire in fretta per togliersi da quella situazione di stress che gli adulti, maestri, genitori educatori creavano per cui la maestra nel insistere a risolvere il problema coi metodi sbagliati non faceva altro che rafforzarlo.

Ecco qua, ne son proprio felice: nella scuola che vorrei i problemi si affrontano con calma, saggezza e acume, e alcuni di essi si risolvono.

lunedì 26 marzo 2012

Guardare il cielo

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Questa sera ho scattato questa foto: sono la Luna e Venere allineati in cielo, più sotto si vedeva Giove molto meno luminoso di Venere.
Il cielo è uno spettacolo meraviglioso che abbiamo sopra le nostre teste, io mi diverto a guardarlo ad occhio nudo, a riconoscere le costellazioni e seguo i transiti dei pianeti attraverso di esse: per altro si vedeva anche Marte tra le gambe del Leone.
Oggi queste cose si leggono sui libri si vedono in TV o nei film e senza accorgersene si perde il contatto con la realtà, si perde la consapevolezza di chi si è e del mondo in cui si vive: ci si rifugia in una realtà artificiale che ne è una brutta copia in cui mancano quelle sensazioni che ci fanno sentire vivi che ci permettono di percepire la nostra realtà e identità: il risultato è un vuoto dentro che si cerca invano di colmare con cibi o oggetti il più possibili costosi ma ciò non fa altro che allontanarci dalla realtà e fa crescere il vuoto.
Allora io guardo il cielo, la mie montagne, i laghi, gli alberi, i fiumi, la gente e gli animali: mi riconcilio con la mia natura e sto bene.

lunedì 19 marzo 2012

Ti amo fratello pesce

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Su faccialibro Christian Bellesini scrive:

Ciao ragazze e ragazzi...Ormai si scopre di tutto tutti i giorni...a tavola (naturalmente pasta veg) guardo un attimo Discovery Channel...disgustato. Praticamente si parlava della cattura e della preparazione del famoso e velenosissimo pesce giapponese, il Fugu...Faccio un rapido riassunto... Viene pescato con delle lenze apposta, e naturalmente l'esca è un altro pesce; poi visto che è davvero letale, per fare in modo che non morda ed uccida gli altri sventurati come lui (dimenticavo di dirvi che deve assolutamente essere vivo fino al ristorante...) gli vengono tagliati e strappati i denti con delle tronchesine direttamente dal pescatore...(forse è per questo che qualcuno ritiene la pesca uno sport...). Poi portato al mercato del pesce e venduto (naturalmente a cifre esorbitanti), e finalmente arriva al ristorante dove il cuoco ha dovuto aspettare ben 5 anni la licenza per cucinare questa leccornia. Quindi la parte più truce...come dicevo prima il pesce deve rimanere il più possibile vivo e quindi il cuoco lo tramortisce con il manico del coltello ed inizia ad amputargli coda, pinne e bocca....ed il pesce è ancora vivo e il cronista ci teneva proprio a confermarlo e con lui il cuoco...poi eviscerato, ed anche in questa operazione il pesce si muoveva ancora, spero solo per stimoli nervosi autonomi e non per dolore...pulito e ripulito viene servito crudo, un solo milligrammo del suo veleno è letale. Ecco...non ho commentato perché mi sembra futile, è solo per spiegare a chi sempre chiede: "Aaaa ma sei vegetariano, ma il pesce lo mangi vero?" Sì perché il pesce cresce sugli alberi, e cadendo nel nostro piatto sviene e non sente dolore...Buona giornata, e soprattutto una buona giornata a quegli "sportivoni" dei pescatori!

Questo mi ha ispirato questi tre commenti, metto tutto come mi è venuto di botto,:

Il mondo delle "leccornie" è davvero assurdo, certe cose sono il sintomo della follia e del degrado spirituale che stiamo vivendo: la gente che mangia questi cibi mi fa una gran pena reagisce in questo modo solo per cercare di arginare un disagio che sente dentro e così facendo il disagio si allarga.
Mangiare il pesce palla, che è un pesce velenoso è un modo per cercare di domare una natura che si percepisce ostile attraverso il denaro: tu mi vuoi uccidere e io ti mangio ottenendoti con tutti i miei soldi perché sono più potente. Chiaramente così facendo ci si innemica ancora di più la natura che si percepirà ancora più ostile e si dovrà trovare un altro metodo ancora più forte di domarla: è sintomo di un conflitto con l'animalità che ci portiamo dentro che così facendo si allarga e aumenta il disagio, il mal di vivere e la percezione del mondo ostile (io faccio del male al mondo: il mondo fa del male a me); non ci si sente più a posto su questo pianeta e ciò porta alla malattia. La via opposta e la ricerca dell'armonia con la natura che porta a sentirsi bene e a percepire il mondo non più come aggressivo ma come una danza di esseri che si rispettano a vicenda, è vero che a volte esiste la violenza e ci fa orrore, il leone insegue ,uccide e mangia il cucciolo di gazzella ma tutto ciò avviene con serenità in quanto questo fa parte del grande disegno della vita e il leone non lo fa in quanto ha problemi psichici ma solo perché è la sua natura e vuole vivere: è un modo tragico di stare al mondo ma non orribile come farsi servire un pesce palla al tavolo in un ristorante pagando qualche migliaio di euro. Io preferisco la via dell'armonia: io rispetto la natura e la natura rispetta me: io non aggredisco il pesce palla: che ragione c'è, il pesce palla non aggredisce me del resto il suo veleno gli serve per vivere (è un modo di difendersi) e non lo vuole certo sprecare per me visto che produrlo gli costa molta energia.

Ti amo fratello pesce.

domenica 19 febbraio 2012

Creta di parole

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Il mio blog avrebbe dovuto chiamarsi "Creta di parole" lo stesso nome mi piacerebbe darlo alla mia raccolta di poesie che chissà forse in futuro pubblicherò; la prima poesia di tale raccolta sarà questa che scrissi alcuni anni fa:









Specchio


In questo luogo non troverete nulla

Atlandide è troppo lontana :
troppe nuvole la avvolgono 

In casa mia non entrerete : privato 

Questa è creta di parole
spetta al vostro spirito darle forma


venerdì 27 gennaio 2012

Il cuore della montagna

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Tanti anni fa (ormai ne sono passati quasi venti) al mio primo anno di università durante una pausa tra una lezione di analisi matematica e l'altra, mi venne da scrivere una poesia: disegnai una montagna e a uno a uno vennero fuori i versi; faccio anch'io fatica ad interpretarli ad ogni modo mi piacciono molto:







IL CUORE DELLA MONTAGNA
NEL SOFFIO DELL ' ESISTENZA
UN PUNTO DI NULLA
NEL RUDE PURO APPARATO

LA ROCCIA DURA
LA TERRA UMIDA
SPINGONO IL CUPO GELO DELLA VETTA
NELL ' ANIMA DI DIO
PER MILLE VENE VORTICOSE
PER MILLE SOGNI PERITURI
NEL FINITO DI CANDIDI FIORI
CHE AVVOLGONO SPIRITI
IL CUORE DELLA MONTAGNA

mercoledì 28 dicembre 2011

La scuola che vorrei.

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Immagine presa dal sito del ministero dell'istruzione:
 ma è davvero così la scuola?

Mentre me ne sto qui solo soletto in vacanza penso ancora una volta a quell'inferno in cui sono precipitato all'età di sei anni e da cui non sono ancora uscito: la SCUOLA. Il mio primo giorno di scuola mi è ancora impresso in mente ero molto eccitato ovviamente e per la prima ora andò tutto bene: la maestra scrisse il mio nome e io lo ricopiai sul quaderno, ma poi finita la prima ora arrivò la noia e la sofferenza. E così mi feci elementari, medie, superiori, università e ora ovviamente faccio l'insegnate e spesso mi chiedo: "Ma che cazzo ci faccio ancora qui?"
Se sono a scuola è per una ragione semplice: è che in teoria mi "piacerebbe"; il fatto è che io sono un drogato di cultura, per questo ho fatto questo blog, e a me la cultura piace tutta: mi piace quella umanistica e per questo leggo e scrivo, mi piace quella scientifica e per questo mi sono laureato in fisica, mi piace quella tecnica e mi diverto a smanettare nell'informatica, mi piace quella economica e anche tutte le altre che non sto qui a elencare; poi mi piace quella alta: adoro i tragici greci soprattutto Euripide, quella popolare come il grande Davide Van de Sfroos, e quella bassa: adoro Dragonball; mi piacciono i laboratori... e basta non vi rompo più: mi piace tutto.
Per queste ragioni la scuola mi "piacerebbe" ma purtroppo ogni volta che ci entro dentro mi trovo nel solito girone dantesco e ho l'impressione di trovarmi in un luogo che fa l'opposto del suo scopo: al posto di far crescere gli alunni, e anche gli insegnatio, li distrugge sul piano psicologico, morale e intellettuale.
Che la scuola sia fallimentare è chiaro come la luce del sole: basta vedere gli adulti quanti scrivo o anche solo leggono un libro? Quanti sanno fare un calcolo e un ragionamento matematico? Quanto sanno aggiustare qualcosa? E chi ha una cultura spesso se l'è fatta fuori dalla scuola. Avete mai provato a intavolare una discussione sul padre della nostra lingua l'immenso Dante Alighieri? Avete guardato le facce schifate degli astanti generate dall'associazione: Dante-Scuola?
Sul perché si sia generato tutto ciò ho riflettuto a lungo e sono arrivato a una soluzione: riflettete qual è il vero scopo della scuola? Istruire? Che fa realmente la scuola? Secondo me lo scopo principale della scuola è selezionare: a parte per i raccomandati da papà a scuola si è tutti uguali ma qualcuno va bene e questo diventerà geometra o ragioniere o perito, e se va ancora meglio farà l'ingegnere, l'architetto, il medico, lo scienziato, lo scrittore o l'astronauta. Per gli altri ci sono i lavori più umili: riempire gli scaffali del supermercato, consegnare i pacchi o pulire i culi dei vecchi. Del resto i genitori vogliono che i figli studino solo perché così potranno fare strada nella vita non perché gli studenti sappiano la poetica del fanciullino del Pascoli. A scuola se uno studente dimostra di sapere rispettare le regole, di studiare e imparare a memoria in modo continuo, di saper eseguire le istruzioni che portano alla soluzione di un calcolo, di fare questo per anni allora lo diplomiamo e lo laureiamo, altrimenti riempirà di merendine il distributore automatico.
Detto ciò vediamo la scuola che vorrei, le mie conclusioni sono frutto di anni di osservazioni più che di letture pedagogiche. Per prima cosa l'edilizia: la scuola è struttura per inquadrare tutti in aule dietro ai banchi: sbagliato ci vogliono ambienti dove ci si possa muovere liberamente, con bei colori e bei suoni dove l'alunno e il docente possano trovare il loro posto dove sentirsi a proprio agio, qua si dovrebbero organizzare dei corsi alcuni di tipo generale in cui insegnare le cose basilari, obbligatori perché un po' di disciplina va insegnata, in cui gli alunni vengono messi tutti insieme ma questo solo per un paio di giorni alla settimana, per gli altri tre giorni (perché nella scuola che vorrei si va solo cinque giorni mattina e pomeriggio) si lascia libertà a docenti e alunni di organizzarsi come meglio credono mettendo a loro disposizione strumenti di vario genere: strumenti musicali, tele e pitture, laboratori scientifici, biblioteche, computer, scacchi e quant'altro in modo che la curiosità intellettuale prenda il sopravvento. E poi i voti: per come la vedo io ci vogliono in quanto lo studente deve rendersi conto di cosa sa fare ma non andrebbero mai divulgati e non dovrebbero aver peso sulle promozioni e sulle bocciature.
So già che molti, ammesso che siano arrivati al leggere fin qui diranno: si così si passa tutto il tempo a cazzeggiare! e allora che cosa cambia visto che ad ogni modo la scuola non funziona? Una scuola rilassante avrebbe molto ricadute positive ridurrebbe senza dubbio le incazzature e dunque l'alcolismo, l'uso di droghe tra i ragazzi (che è la stessa cosa), i suicidi, la depressione, gli psicofarmaci e l'infelicità umana. E poi io sono certo che andando a regime un sistema scolastico che mette al centro la voglia di conoscere e di fare degli alunni dopo qualche tempo di assestamento produrrebbe gente molto più istruita e che non si schifa a parlare di Dante e della Divina Commedia.
Tutto ciò è utopico? Forse ma ad ogni modo la scuola e la società stanno degenerando fra alcolismo grandi fratelli e gente sempre incazzata che non fa altro che lamentarsi e non ha più il coraggio di fare figli, per cui io aspetto che la società degeneri del tutto perché a quel punto si potrà lavorare a sistemare le cose senza trovare troppe resistenze; e nel frattempo vado a scuola e faccio le mie piccole battaglie anche perché sebbene non si possa cambiare tutto il mondo ognuno di noi può cambiare una piccola fetta di mondo e ciò è molto appagante andando nella direzione che ho esposto.
Grazie a tutti coloro che hanno letto fin qui: il tema è finito, se lo legge qualche prof potrebbe mettermi il voto tra i commenti?

mercoledì 21 dicembre 2011

Tanti auguri per il solstizio d'inverno

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Oggi alle ore 5.30 c'è stato il solstizio d'inverno. E' un stato momento fondamentale perché è il momento astronomico esatto in cui finisce un ciclo e ne inizia un altro. 
Dal 21 giugno scorso sta avvenendo un dramma: il sole percorre un sentiero sempre più basso e più corto nel cielo; la luce che illumina il nostro mondo la si vede per un tempo sempre più corto ed è sempre più fioca, sempre più pallida; le tenebre della notte pian piano invadono le nostre giornate e la poca luce che arriva è sempre meno in grado di riscaldare la terra e l'aria. Per tale ragione la situazione di questo momento (al 22 dicembre) è drammatica: le nostre giornate sono troppo corte, il buio arriva presto la sera mentre il gelo ha invaso il nostro mondo: l'erba è diventata gialla nei prati e sta morendo lentamente, le piante hanno perso le foglie e sono solo scheletri puntati verso il cielo, gli animali si rintanano sotto terra e patiscono per il freddo e la fame.
E' chiaro che non può continuare a lungo così, la vita non può sopravvivere a lungo in tale stato: andando avanti così tutta la vita morirà e il mondo diventerà un deserto gelido e morto.
Ma non c'è da avere paura: la nostra specie vive da molto tempo e tutto questo lo si è già visto molte volte; in precedenza tale processo di morte si è sempre arrestato, il sole ha smesso di scendere nel cielo e ha ricominciato ad alzarsi, la luce è tornata a illuminare più a lungo, con più intensità; con essa è tornato il caldo, le piante sono ridiventate verdi, gli animali sono usciti dai loro rifugi e la vita è tornata rigogliosa.
Abbiamo già visto molti cicli: sono molto regolari e ciò ci permette di calcolare l'istante stesso in cui finisce un ciclo e un altro riprende: si può stare relativamente tranquilli sul destino del nostro mondo, e di noi stessi: la luce vincerà le tenebre e con essa tornerà la vita: tutto ciò è già successo molte volte: si ripeterà come sempre.
Da prima di dove arriva la nostra memoria tale giorno lo si festeggia e da questa antichissima festa sono nate quattro feste che si svolgono alcune prima e altre dopo (col passare del tempo problemi nel conteggio hanno spostato di alcuni giorni la data) il solstizio; ma al centro di queste feste ci sta la luce e il suo ciclo: così il 12 e 13 dicembre si festeggia Santa Lucia (nella notte più corta che ci sia) notare il nome Lucia: luce; poi c'è il natale cristiano il 25 dicembre: nasce un bambino che porta la luce nel mondo, si addobbano gli alberi con delle luci; poi viene capodanno in cui finisce un anno e ne comincia un altro: si buttano le cose vecchie, si illumina la notte coi fuochi d'artificio; e infine la befana in cui si fa un falò, ancora luce, e si brucia la vecchia: fine di un ciclo; oppure per i cristiani arrivano dei Magi guidati da una stella: ancora luce. E in tre di queste feste arriva qualcuno: Santa Lucia, San Nicola ovvero Babbo Natale, Gesù bambino, la Befana, i Re Magi a portare doni a dei bambini.

Per cui qualunque è il modo in cui festeggiate:

BUONE FESTE A TUTTI: CHE LA LUCE SCONFIGGA ANCORA UNA VOLTA LE TENEBRE

domenica 18 dicembre 2011

Io sono un apostata.

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Un paio di anni fa, dopo averci pensato su per un bel po', ho deciso di fare l'atto di apostasia; ho scritto la seguente lettera e, circa sei mesi dopo, mi sono recato dall'arciprete del mio paese Talamona; avrei potuto fare come tanti e inviare una lettera al vescovo ma per la mia uscita dal cattolicesimo volevo qualcosa di più personale, ecco la lettera:


ATTO D'APOSTASIA


Domanda di sbattezzo


Io sottoscritto Cesare Vola, nato a Morbegno (SO) il 06/06/1972, residente a Talamona (SO) essendo stato battezzato nella parrocchia di Talamona in data di poco successiva alla mia nascita, le sarei grato di voler apporre sul registro dei battesimi, vicino al mio nome, la seguente annotazione:

“non desidera più appartenere alla Chiesa Cattolica Apostolica Romana con effetto immediato a partire dal 6/8/2009” 

Sono giunto a una tale decisione a seguito di anni di studi, riflessioni e di esperienze spirituali che mi hanno portato a concludere che:

  • Il popolo ebraico non ha avuto da Dio alcun trattamento particolare essendo egli il dio di tutti gli uomini e non solo di un popolo particolare.
  • Il popolo ebraico non ha mai avuto alcuna conoscenza spirituale superiore a quella degli altri popoli che hanno vissuto o vivono attualmente sulla terra.
  • Le vicende relative alla vita di Gesù figlio di Giuseppe sono un mito e non raccontano fatti storici ma al più sono storie romanzate di fatti accaduti o attribuiti a Gesù figlio di Giuseppe.
  • La chiesa cattolica romana è il prodotto di costruzioni intellettive umane e non porta alcun messaggio più vero di quello di qualsiasi altra religione.
  • Non c'è alcuna ragione di essere salvati non esistendo alcun peccato originale.



La verità spirituale è un puzzle complicato che per essere compreso va cercato:

  • in tutti i prodotti delle riflessioni umane, senza privilegiarne alcuna,
  • nell'ascolto delle verità che ogni uomo porta con sé,
  • nella verità presente nel proprio spirito,
  • nella contemplazione del cosmo: gli animali, i vegetali, i funghi, l'aria, la terra, l'acqua, le stelle, i cristalli, la materia... e le leggi fisiche che governano il cosmo materiale,
  • nelle regole e nelle strutture della matematica, 
  • nell'ascolto dei messaggi che il cosmo ci invia. 




Risulta chiaro che per dette ragioni non vi è più alcuna ragione perché io appartenga alla Chiesa Cattolica Apostolica Romana e di conseguenza vi chiedo di effettuare l'annotazione sopraccitata nella lista dei battezzati tenuta nella vostra chiesa / diocesi e di inviarmi un attestato di questa variazione tramite lettera debitamente sottoscritta. 

Si allega fotocopia del documento d'identità.

Nell'attesa di una vostra conferma scritta, vi invio i miei più distinti saluti.

Redatto a Talamona il 6/8/2009.                In fede Cesare Vola





Quel'incontro chiaramente fu piuttosto emozionante, l'arciprete quel giorno dopo aver letto la lettera mi chiese se ne volevo parlare e io ovviamente risposi di si per cui avendo degli impegni mi diede un appuntamento per alcuni giorni dopo: mi chiese se volevo riprendermi la lettera e riportagliela ma io gliela lasciai: la riprese con un certo malcelato ribrezzo.
Dopo alcuni giorni tornai e esposi le mie idee che sono essenzialmente quelle espresse nella lettera, ne seguii una discussione molto civile, di circa un ora io proponevo le mie tesi e lui le trattava con sufficienza. Ad ogni modo finita la discussione mi chiese se doveva inoltrare la lettera che stava sulla sua scrivania al vescovo e io dissi di si: ci rimase un po' male, mi dispiace ma era necessario per la sua crescita spirituale.
Quando uscii e mi trovai in strada mi vennero addosso delle emozioni strane e mi resi conto della ragione per cui avevo aspettato anni a farlo e della ragione per cui molte persone non cristiane trovano tutte le scuse per non fare atto di apostasia: sentii una strana pressione nel petto che poi si sciolse e mi guardai in giro in preda a una strana ubriacatura: era avvenuta in me una emancipazione ma ora mi sentivo solo e sperduto nel mondo...
Ad ogni modo tale emozione poi è passata e ora quel senso di solitudine si è mutato in un bel senso di pienezza, di appartenenza alla grande comunità umana: la setta cattolica mi dava solo un falso senso di appartenenza che poi generava una profonda solitudine: l'emancipazione mi ha dato un vero senso di appartenenza ad una comunità più grande: l'umanità.

mercoledì 14 dicembre 2011

Ecco il bosone di Higgs, per chi vuol credere.

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Dalle notizie che giungono dal CERN di Ginevra riportate dal "Corriere della sera" qui pare proprio che il bosone di Higgs esista, e la cosa non mi sorprende affatto.
Ma andiamo per gradi: che cos'è il bosone di Higgs? E che cosa si sta facendo al CERN.
Al super acceleratore di Ginevra succede questo: si prende dell'idrogeno e lo si scalda in modo che la temperatura rompa i legami tra elettroni e protoni, dopo di che attraverso dei campi elettrici prodotti con delle griglie si accelerano i protoni (il protone carico passando attraverso due griglie caricate in modo opposto riceve una spinta, dopo di che lo si fa girare in più percorsi ad anello in modo da continuare a dargli calci e a farli sempre più accelerar) quando si raggiunge la velocità deisiderata li si fa scontrare uno contro all'altro: a questo punto i protoni che si scontrano danno luogo alla produzione di un gran numero di particelle (ovvero oggetti più piccoli di un atomo) e di eventi  e attraverso i rilevatori si raccolgono tutti i dati cercando di eliminare tutti i vari disturbi che si presentano. A questo punto in questo marasma a particolari energie, ovvero velocità, si dovrebbero produrre degli eventi particolari riconducibili alla presenza dell'Higgs che non è una particella vera e propria, ma una particella che rende più probabili una deviazione in una particolare direzione.
Tutto chiaro no?E' una cosa complicatissima, e queste macchine producono una quantità enorme di eventi (dunque di gigabyte di dati al secondo) i quali vengono analizzati per mesi da molti computer messi in rete in modo da eliminare tutti gli errori e da far emergere l'evento che interessa tra un gran numero d'altri.
Ma questo è solo l'aspetto sperimentale, l'aspetto teorico è anche questo molto complesso: infatti la teoria che descrive questi fenomeni, e che prevede l'esistenza del bosone di Higgs, in realtà è non solo complicatissima ma non permette di fare calcoli esatti: per cui per calcolare si usano delle complicatissime formule empiriche a cui si sommano piccole correzioni teoriche. Ovviamente per fare questi calcoli ci vogliono molti computer messi in parallelo.
Per cui essendo una faccenda così complessa ci lavorano in molti "specialisti" ognuno dei quali fa solo la sua piccola parte di teoria, sperimento o calcolo numerico: poi si impacchetta tutto e se la teoria e l'esperimento producono particolari risultati ad una determinata energia ecco che esiste il bosone di Higgs. Nel frattempo si sono pubblicati migliaia di articoli teorici, sperimentali o di calcolo e migliaia di fisici hanno impostato la loro carriera proprio su questo campo e sperano che i risultai tornino anche perché devono rendere conto di tutti i soldi spesi per fare l'esperimento: decine di migliaia di euro.
E' chiaro che si può essere perplessi su tutto ciò, sopratutto se si pensa che anche se il bosone esistesse la fisica della particelle elementari resterebbe piena di problemi e di cose incomprese, che non ci sarebbero risvolti tecnologici e non si può neanche affermare di conoscere ciò che è successo al Big Bang in quanto le energie in gioco sono infinitesime rispetto a quelle che ci sarebbero state nei primi istanti dell'universo.
Infine c'è un altra faccenda: la ripetibilità dell'esperimento. Infatti i sostenitori della scienza affermano che si può accettare una verità scientifica solo nel caso in cui una tale scoperta viene confermata da laboratori indipendenti: ciò serve a evitare che uno o un gruppo di scienziati possa affermare quello che gli pare. Purtroppo l'acceleratore del CERN è l'unico in grado di effettuare un tale esperimento per cui qualsiasi risultato produca non verrà mai (nei prossimi decenni) confermato o smentito da un laboratorio indipendente. Per tale ragione al CERN si sono messi due rilevatori indipendenti in modo che uno possa smentire quello che dice un altro e se affermano la stessa cosa allora si ha la conferma; per quel che mi riguarda ciò non mi basta di certo in quanto non credo possibile che due gruppi di scienziati che stanno nella stessa città e che si trovano negli stessi laboratori e negli stessi pub e soprattutto che fanno parte della medesima comunità che ha interesse ha produrre un risultato positivo dopo anni di fallimenti (il fatto che si possano parlare e far tornare i risultati è una concreta possibilità in quanto cose del genere in passato sono già successe e documentate).
Per cui non mi stupisce che si stia scoprendo che il bosone di Higgs esiste; tutto sommato l'umanità ha bisogno di storie e ha bisogno di credere di vivere in un mondo conosciuto, ciò è tranquillizzante in quanto non c'è nulla di più difficile da digerire dell'ignoto. E così ci si vuole raccontare che esiste una scienza capace di andare a fare luce su tutte le problematiche per cui si è tutti li ad aspettare e a sperare di scoprire l'esistenza di questa famosa "particella di dio" e si finirà con lo scoprirla. Ma, a parer mio, la scienza è un altra cosa, questo assomiglia di più a una nuova religione.

lunedì 5 dicembre 2011

Bye bye Bill Gates passo a Ubuntu.

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Ebbene si, alla fine mi sono deciso; dopo anni passati a installare sistemi operativi Open Source forse questa è la volta buona che abbandono definitivamente il buon vecchio Bill per il mondo Linux.
Ora ricordo la prima volta che un mio amico mi mise su il Linux sul mio computer, era una release (ovvero una delle tante versioni) Red Hat 6 punto qualcosa, ricordo che partì e funzionò e mi parve già un gran successo ma purtroppo non riuscii a farci gran che: le periferiche non si installavano. Poi ogni tanto mettevo una nuova realese: (Suse, Mandrake...) ci studiavo per alcuni giorni, facevo funzionare qualcosa, impazzivo a cercare i driver, ma poi mi arrendevo. Ad ogni modo la Mandrake l'ho usata per qualche anno, assieme a Windows, ma il software era limitato, e la adoperavo soprattutto per andare su internet, per evitare i problemi di virus e animaletti vari, ma per i giochi, e il software mi appoggiavo al windows.
Veniamo a oggi, da anni mi parlano bene di Ubuntu e volevo metterlo ma sul mio vecchio fisso per qualche ragione non funzionava (lo installavo ma il computer si impiantava dopo secondi) probabilmente un programmatore esperto avrebbe risolto il problema ma io solo uno smanettone (è stato sempre questo il problema con Linux avere dei problemi che richiedono studio per risolverli); alla fine ho deciso di comprare questo portatile un TravelMate Acer attratto dal fatto che lo vendevano senza Windows (per cui costa solo 350 € non dovendo sborsare l'obolo di 100 € a Bill) e con una versione di Linux, il Linpus nativo.
Fatto l'acquisto e il computer è arrivato, Linpus si è rivelato una delusione, è un sistema operativo con pochissime funzionalità; ad ogni modo ho messo Ubuntu, è stato facile: nessun problema ( a parte che la chiavetta internet Alcatel che non funziona e ho dovuto cambiarla) e funziona tutto benissimo. Ora tramite Ubuntu il mondo Linux è diventato molto più funzionale e facile da usare anche per uno smanettone come me. Ho provato anche a mettere il Wine, un programma che permette di far funzionare i programmi per windows, vedremo che riuscirò a incavarne.
Per cui ora scrivo sul blog dal mio portatile con Linux Ubuntu e dico by by al vecchio Bill.

venerdì 4 novembre 2011

Un popolo efficace.

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Mentre la crisi avanza, gli interessi sul debito pubblico vanno alle stelle, e il governo mostra la sua totale inettitudine, noi italiani non facciamo altro che incazzarci contro la "casta" di ladri e corrotti che ci ha portato a questa situazione. Ovviamente la colpa di tutto è di "loro" queste persone non meglio identificate che rovinano tutta la nostra società e la nostra vita, ma nel contempo nessuno si chiede come è stato possibile che abbiamo finito col mettere al governo una cricca di puttanieri, puttane e delinquenti finanziari.
Per come la vedo io la colpa non è di "loro", ma la colpa è "nostra"; perché siamo noi il popolo che li abbiamo votati, siamo noi il popolo che gli abbiamo permesso di fare delle fortune in modo disonesto e illecito, siamo noi che abbiamo ascoltato le loro menzogne e le abbiamo accolte, siamo noi che ammiriamo le loro Ferrari e le loro ville, siamo noi che gli abbiamo permesso di impossessarsi dei mezzi di informazione; infine siamo noi che quando siamo contro a tutto questo siamo contro e basta: ci limitiamo a criticare e a sfogarci e tutto finisce lì.
Ma perché da noi non esistono persone oneste che decidono di dedicarsi al bene pubblico? Perché non ci sono persone onesto che si danno ad una attività nobile come la politica per migliorare il benessere del gente? E se ci sono persone del genere perché la gente non le vota?
La realtà è che la malattia di cui soffre la politica è una malattia nostra interiore, siamo noi che non siamo capaci di vivere felici, di condividere il pianeta con i nostri simili; siamo noi che litighiamo col vicino e non troviamo un accordo, che ci arrabbiamo coi carabinieri se ci multano perché guidiamo come dei pazzi, siamo noi che siamo in lite con i nostri famigliari e con noi stessi e la situazione politica non fa altro che riflettere tale situazione: non per niente il parlamento assomiglia sempre più a uno stadio.
Per cui la speranza non è che tutti "se ne vadano a casa" anche perché poi che succederebbe? Arriverebbe altri approfittatori a riempire il vuoto come all'epoca di tangentopoli. La speranza è che noi diventiamo un popolo efficace che opera della scelte, che si informa, che accetta la realtà per quella che è, che si impegna e che lavora positivamente per accrescere il benessere di tutti, che ammette la propria responsabilità quando le cose vanno male e impara dai propri errori per migliorare; quando avverrà ciò allora anche la politica migliorerà e finalmente manderemo al G20 dei politici di cui andare fieri.

martedì 18 ottobre 2011

Danza acquatica.

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La danza acquatica


Nuoto immerso nello scorrere del tempo,
la corrente mi trasporta e mi culla
la felicità del cosmo vivente mi avvolge, e io
partecipo alla grande festa danzante
dell'intelligenza viva nel cosmo.

Non combatto: mica sono un pazzo!
e poi perché mai dovrei farlo?
assecondo tutto ciò che fluisce
qui nuoto ora a destra ora a sinistra,
come un delfino bambino che gioca,
e faccio tutto ciò che voglio,
ma poi mi abbandono allo scorrere.

Il flusso è mio amico,
mi culla e mi abbraccia,
mi tocca, mi scalda e mi rende felice.
Mi porterà alla mia meta:
proprio là dove voglio arrivare.

domenica 9 ottobre 2011

Riprendiamoci la svastica!

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La svastica è un simbolo antichissimo che si ritrova in Europa e in India da migliaia di anni, lo si trova sui vasi greci, negli elmi addirittura sui graffiti come nell'immagine sotto. In India la si trova in una grande moltitudine di templi e lo si trova anche sul petto di statue di budda.
 Svastica con incisione Etrusca , Cavone (Grosseto) , Cava di tufo.
La svastica nella culture antiche rappresentava dei messaggi augurali di buona fortuna o era il simbolo del sole e ancora oggi è un simbolo sacro nella religione induista. Purtroppo per la svastica nel secolo scorso un manipolo di delinquenti pensò bene di usarla come simbolo del suo partito e cosi finì addirittura sulle bandiere della Germania nazista, ora anche se questi stronzi se ne sono appropriati io non vedo proprio perché noi gli dovremmo lasciare questo simbolo augurale che appartiene a tutta l'umanità e che da sempre ha e ha avuto (tranne che per poco più di un decennio) dei significati positivi. Per cui io dico:

 RIPRENDIAMOCI LA SVASTICA 

perché cari nazisti di oggi o di ieri è nostra e voi non potere appropriarvene come vi pare!

Budda con svastica

domenica 2 ottobre 2011

Alimentazione senza crudeltà

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Più che una poesia è una lista di motivi per cui ho scelto di alimentarmi in modo vegan (ovvero solo con cibi vegetali):

Anche oggi non mi nutrirò di cadaveri,
anche oggi non affamerò il mondo,
anche oggi non distruggerò foreste,
anche oggi non donerò sofferenza,
anche oggi non appesterò l'aria,
anche oggi non intossicherò il mio corpo,
anche oggi mi nutrirò con ciò che mi necessita
 senza gravare troppo sugli altri esseri viventi.

E' chiaro che ciò mi rende felice.




martedì 27 settembre 2011

Storiella per "C'è una valle"

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Terminata la manifestazione "C'è una valle" di cui parlerò in un prossimo post ecco qui una storiella simbolica che ne racconta la genesi:


La valle incantata.

Ai piedi di una Montagna Incantata c'è una valle triste e grigia abitata da esseri che hanno perso la loro gioia interiore. Un giorno il Vecchio Saggio Della Montagna Incantata, colui che gli indiani Vhaal Theli chiamano Ulvardaamhaiisopeeh che tradotto nella nostra lingua significa "Colui che guarda lontano" si svegliò dal suo sonno millenario e uscito dalla sua grotta guardò giù e ciò che vide non gli piacque: vide che i boschi erano stati tagliati per fare posto a grandi scatole di cemento, vide esseri senza volto correre veloci su grandi carri d'acciaio senza che sapessero il senso del loro correre, vide i prati e gli alberi pieni di veleni, e gli animali chiusi in prigioni e incatenati. Il suo cuore divenne triste.
Così scese a valle: gli esseri tristi e grigi lo ignoravano ma qualcuno si accorse di lui: il primo fu il gatto Pinci colui che gli indiani Vhaal Theli chiamano Elsheramailabuhhca che nella nostra lingua vuol dire: "Colui che ama parlare"; il gatto Pinci chiese al Vecchio Saggio Della Montagna:
"Dove vai?",
"Vado a portare luce nella nebbia" rispose questo e il gatto Pinci:
"Allora ti seguirò."
Così si avviarono ed erano in due.
Cammina cammina arrivarono in un bosco, qui Norby lo scoiattolo, colui che gli indiani Vhaal Theli chiamano "Ulcraapaadhura" ovvero "Colui che è sicuro dei suoi pensieri", quando li vide gli chiese:
"Dove state andando?"
"Andiamo a portare la speranza nei cuori" risposero, e Norby:
"Allora vi seguirò." ed erano in tre.
Cammina cammina arrivarono in una grande fabbrica ecologica, a km 0 alimentata a pannelli solari, e incontrarono l'automa PTY BVO, colei che gli indiani Vhaal Theli chiamano "Laastàfhermaggnaselulalighet" che nella nostra lingua significa:"Colei che lavora alacremente" che chiese ai viandanti:
"Dove state andando?"
"Andiamo a portare serenità nelle anime."
"Allora vi seguirò" e si incamminarono ed erano in quattro.
Cammina cammina arrivarono in una radura e qui incontrarono il maiale Big Gin, colui che gli indiani Vhaal Theli chiamano "Lèpusèlaarchchelunc" che tradotto nella nostra lingua significa: "Colui che è leggermente sovrappeso."
"Dove state andando?" chiese Big Gin.
"Andiamo a portare purezza nei respiri."
"Allora vi seguirò" ed erano in cinque.
Cammina cammina arrivarono in una giungla e qui incontrarono il gorilla Doriadan, colui che gli indiani Vhaal Theli chiamano: "Elrithognivulthachelnaashununichorn" che tradotto nella nostra lingua significa: "Colui che è serio".
"Dove andate?"
"Andiamo a portare il sentire negli spiriti"
"Allora vi seguirò" ed erano in sei.
Cammina cammina arrivarono sulla riva del fiume che scorre in mezzo alla valle proprio in vista di un antico ponte e qui sedettero su un prato e parlarono e confabularono per giorni che divennero settimane, per settimane che divennero mesi; ma alla fine quando ebbero finito alzarono gli occhi e videro che che attorno a loro c'era tantissima gente: e chi dipingeva i muri, e chi andava in bicicletta, e chi accarezzava un asino, e chi mangiava cibi senza polveri malefiche, e chi faceva ciò che pulisce, e chi si incontrava e condivideva la sua energia per rendere più bella la valle, e chi aiutava a guarire i corpi, e chi aiutava a guarire gli spiriti.
E la nebbia si diradò, tornò la speranza, tutti divennero sereni respirando aria pura e sentirono di appartenere a un mondo vivo.

giovedì 22 settembre 2011

L'ordine nel cosmo.

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Qualche anno fa quando avevo cominciato ad insegnare entrato nella scuola avevo un atteggiamento spregiudicato; per anni avevo frequentato la scuola da studente e nella mia testa avevo osservato tutte le cose che non andavano e finalmente trovandomi io dall'altra parte avevo la possibilità di sistemare un po' le cose ma il mio comportamento attirò l'attenzione ...
Alla fine di un collegio docenti (ovvero la riunione periodica di tutti gli insegnati di una scuola) il preside prese la parola e cominciò a parlar di certi insegnati e a elencare tutte le loro malefatte: predicava a gran voce, era molto agitato e nell'aula si era fatto un silenzio assoluto; la maggior parte delle malefatte (a suo vedere) di questi insegnati erano mio. Mentre continuava la predica e io me ne stavo li apparentemente imperturbabile, il telefono che tenevo nella tasca della camicia sulla parte sinistra del petto cominciò a vibrare, avevo tolto la suoneria e lasciato la vibrazione, e lo fece più volte.
Finita la riunione io me ne andai molto preoccupato ma anche intenzionato a non mollare: per me quel preside rappresentava i mali della scuola. Ad ogni modo dopo circa un ora guardai il telefono e chiamai la mia amica che mi stava chiamando, era preoccupata per me per quello che mi stava succedendo, più tardi lessi una mail che mi aveva mandato per via del fatto che non rispondevo in cui mi scriveva: ma che ti sta accadendo? Nonostante stesse a una centinaia di chilometri di distanza da me aveva percepito l'avvenimento e mi aveva contattato facendomi capire non ero solo: il suo supporto fu fondamentale: quello fu un momento di passaggio nella mia vita, e che forse non riguarda solo questa vita, in cui ebbi  ebbi una profonda trasformazione e il cosmo, tramite lei mi assistette e mi supportò.

Un altro episodio vi voglio raccontare, io spesso porto un moschettone attaccato ai pantaloni: non mi serve a niente lo metto perché mi piace, ora qualche anno fa lo persi e non riuscivo a trovarlo, dopo qualche mese andai a mangiare una pizza nella mia solita pizzeria e il gestore che mi conosce venne al mio tavole e mi restituì il mio moschettone che avevo lasciato in pizzeria. Dopo pochi giorni iniziai un nuovo lavoro: facevo l'insegnate di sostegno a un disabile, era un sostegno a domicilio, cosa più unica che rara per cui ogni mattina andavo in casa sua. Il ragazzo un cerebroleso tetraplegico si innamorò subito del mio moschettone e cercava in ogni modo di afferrarlo: lui riesce in qualche modo a muovere le mani ma non riesce a coordinare i movimenti: il mio moschettone si trovò così al centro di molte vicende che portarono a una crescita di consapevolezza di tutti i presenti: cioè io, lui e i suoi genitori. Il cosmo mi riportò l'oggetto perché entrava nei suoi, del cosmo, progetti (così la penso io).

Questi e altri avvenimenti mi hanno convinto che esiste un ordine nel cosmo, che quello che avviene non è casuale ma fa parte di uno o più disegni; noi viviamo questa vita attuale per migliorare noi stessi e il mondo che ci circonda; per costruire una maggiore consapevolezza della realtà; per entrare in contatto con noi stessi, con gli altri esseri viventi, con ciò che è presente nel cosmo; per aprirci all'amore e alla luce; per sanare i nostri mali e arrivare ad una autentica guarigione: Tutti viviamo in relazione con il mondo e esiste quello a cui varie culture danno nomi diversi: uno spirito santo (per noi), una baraka (per i mussulmani), un prana (per gli indiani), un tao (per i cinesi), un reiki (in giappone) o un fluido o energia in un linguaggio new age, che mette un ordine all'interno di un cosmo che appare caotico. Gli antichi si rappresentavano tutto ciò con le Parche che tessono il fato di ogni uomo.