venerdì 11 maggio 2012

Sono ancora vivo.

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Ciao miei pochi lettori del blog; non sono morto a causa delle mie diete estreme, sono ancora vivo solo che sono un po' in crisi di ispirazione (o meglio l'ispirazione ce l'ho è la creatività che manca) va be' passerà e ricomincerò a scrivere ...

sabato 14 aprile 2012

5.000

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Bene, Sagredo è arrivato a 5.000 contatti, molti saranno qui per sbaglio ma altri magari no, mi piacerebbe saper qualcosa su coloro che leggono il blog.

venerdì 13 aprile 2012

100 giorni di crudo

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Ecco quel che resta di una mia colazione

Ed eccomi qua ai miei primi 100 giorni di cibo crudo; tra i vari benefici che ho già detto devo aggiungere che non soffro più il mal di macchina; me ne sono accorto qualche giorno fa andando in pullman su una strada di montagna, non una delle peggiori ma era pur sempre una strada piena di curve: io potevo leggere lo smartphone e girarmi per parlare senza nausee: fantastico!

In 100 giorni ho perso 10 kg il che non è male in quanto per essere così magro devo risalire a 20 anni fa; per ora ho perso della ciccia che avevo addosso per cui non dovrei lamentarmi ma mi faccio un po' tante paranoie, forse troppe: in passato per dimagrire dovevo sforzarmi di non mangiare ora quasi mi sforzo di mangiare e scendo lo stesso: so già che qualcuno ci vedrà in questo la prova che la dieta è sbilanciata ma io non credo è solo che il mio corpo si libera di grassi inutili e tossici: mi è venuta in mente una teoria: noi mangiamo per alimentarci ma oltre alle proteine, carboidrati e grassi il nostro corpo cerca anche i famosi microalimenti: vitamine, minerali tra cui enzimi: soprattutto quest'ultimi mi interessano. Io sono sempre stato debole e mollaccione, ho sempre fatto una gran fatica a muovere il mio corpo e ho sempre avuto un gran bisogno di dormire molto per riposarmi ma nonostante questo non ero mai riposato e sveglio sul serio, col crudismo questo è cambiato e ora mi sento pieno di vitalità; un paio di mesi fa su internet ho trovo una teoria interessante la quale parlava degli enzimi: questi sono molecole che facilitano determinate reazioni: quello che sosteneva questa teoria era che per digerire gli amidi che sono zuccheri complessi il nostro intestino ha bisogno di enzimi e se non ne ha abbastanza li "risucchia" dal corpo e dalle cellule impoverendole. Inoltre questi enzimi li si può introdurre solo dai cibi crudi; io sono sempre stato ghiotto di pastasciutta e riso e ho sempre mangiato pochissimo crudo.
Per cui il mio corpo era debole in quanto mancavano gli enzimi che permettono alle cellule di sfruttare il nutrimento ovvero di far reagire carboidrati e soprattutto i grassi: per tale ragione avevo sempre fame (perché le mie cellule erano "affamate" anche se piene di nutrimento che non potevano utilizzare per mancanza di enzimi) cercavo il nutrimento ma mangiando cibi innaturali questi togliendo enzimi provocavano una maggiore "denutrizione": il risultato è che il mio corpo in cerca di enzimi si riempiva di grassi inutili e finiva coll'indebolirsi: per cui il grasso che avevo addosso non era un accumulo di energia ma il frutto di un intossicazione: ora che il mio corpo è sano però di tali grassi si libera.

Ad ogni modo questa perdita di peso mi ha dato da pensare e allora su internet ho trovato una buona risorsa: cronometer un sito che permette di calcolare il nutrimento che ci da il  cibo che mangiamo: con tale programma ho visto che arrivo tranquillamente a 2500 Kcal che non è poco attraverso una bella colazione di banane (800 g) tre etti di fichi secchi e datteri, un litro di spremuta o 800 g di mele, un avocado e alcune decine di grammi di semi di zucca a cui aggiungo verdure varie: pomodori, peperoni, spinaci, finocchi, carote. Ma a volte vado anche oltre e se voglio tirar su le calorie lo posso fare facilmente tramite semi di zucca o avocado che sono molto calorici ma molto grassi per cui non vedo perché dovrei preoccuparmi. Cronometer è utile per costruirmi una buona dieta e un po' alla volta ci sto arrivando: cerco di togliere i grassi a  favore dei carboidrati; ora di queste risorse è bene non abusarne e non farne una mania ma ben usato è utile.

Ora che ho questa energia ho cominciato a fare attività fisica per mettere su un po' di muscoli: per cui  ho fatto delle corse ma ultimamente ho preferito fare delle passeggiate con degli scatti (e le mie gambe non sono mai state così veloci) e esercizi fisici: spero molto che la cosa continui e migliori fino  a riuscire a diventare un vero sportivo: ma ciò accadrà solo se il mio corpo sta bene e allora muovermi sarà un esigenza: è già così, mi muovo abbastanza, ma non abbastanza da ritenermi uno sportivo.

I problemi che ho sono tre: il primo è la mia preoccupazione per il peso; il secondo è che il mio stomaco è probabilmente ancora troppo piccolo per contenere grandi quantità di frutta soprattutto se ricca di carboidrati facilmente digeribili soprattutto per la mela: se ne mangio troppo dai sette etti in su infatti dopo circa un quarto d'ora comincia a farmi male per un altro quarto d'ora: suppongo che sia dovuto ad un espansione della massa a seguito dell'inizio della digestione ma tale capacità è già aumentata e credo che aumenterà ancora; sempre legato a questo ho una certa nausea che mi subentra se mangio troppa frutta dolce, ma anche questa sta scendendo.
Più grave è la fame di cibi cotti che mi viene soprattutto di patate e riso; il mio corpo cerca gli amidi con cui si è alimentato per anni e che ora da alcuni mesi gli mancano, la voglia di amidi è profonda e si origina proprio dallo stomaco: la sento in pancia; non è come altre voglie che arrivano all'improvviso e se ne vanno subito è molto più persistente: vista la situazione ho deciso di fare delle eccezioni e di mangiare cotto: da prima con delle patate che prima ho mangiato condite con olio e sale ma poi senza condimenti poi due altre sere del riso mangiato scondito sempre senza sale. Quello che mi sto chiedendo è se tale bisogno corrisponde a un reale bisogno di cibo o è dovuto che gli amidi per me sono stati come una droga molto potente che mi ha incatenato a lungo tutta la vita: tutto sommato mi davano grande nutrimento ed erano il mio alimento principale, ma poi erano anche i responsabili del mio indebolimento e del mio ingrassare (io riuscivo a ingrassare anche da vegan mangiando principalmente cereali). Non so come mi regolerò, oggi mangio tutto crudo, forse mi arrenderò per un po' e alla sera mangerò amidi cotti (ma sconditi e senza sale) con l'idea di togliere il cotto più avanti quando mi sarò più disintossicato; oppure terrò duro e guarderò la voglia scomparire: non è il primo cibo a cui dico addio ma per gli altri, quelli animali, era più facile c'erano ragioni morali: vedremo come va di sicuro anche se reintrodurrò del cotto sarà solo un pasto serale ma per il resto la mia dieta sarà cruda.

giovedì 5 aprile 2012

Come si guarisce dalla disgrafia.

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Qualche tempo fa scrissi un post sulla scuola che vorrei, avevo un po' di idee in testa... Ora riprendo il discorso entrando un po' nello specifico e parlando di un caso particolare.
Noi insegnati siamo abituati ad avere a che fare con tutti i vari dis (lessici, calculici, grafici) che ci propinano gli psichiatri e questi stessi esimi medici a volte vengono a scuola a spiegarci che per questi problemi non c'è niente da fare e allora si deve usare gli strumenti "compensativi" caratteri più grandi, uso della calcolatrice ecc... Ma affrontare e risolvere il problema quello no! E' impossibile e loro ci spiegano che questo è dovuto a certi circuiti nel cervello che non funzionano a dovere... Io di questo ne ho sempre dubitato anche perché ho avuto spesso a che fare con studenti a cui fare ripetizioni e li ho imparato molto sull'intelligenza umana e su come si superano certi problemi.

Ma veniamo a noi: a mio nipote qualche anno fa venne diagnosticata una disgrafia e se guardate questo esempio capirete il perché:


Ora i calcoli sono giusti e lui a scuola va bene un po' in tutte le materie ma a scrivere in bella grafia: ha sempre scritto così!
Così la maestra insisté perché andasse da uno specialista anche perché erano anni che non riusciva a  farlo migliorare e lo specialista certificò la disgrafia ed ecco che la scuola si attivò per fargli trovare un bel computer sul banco: tanto non c'è niente da fare.

Ma nella scuola che vorrei i problemi si affrontano e si cercano soluzioni, con calma senza pretese e ben consci che spesso non è facile e il fallimento è un opzione plausibile, ma mettendoci il massimo dell'impegno.
Ora guardate questo: é stato scritto dalla stessa mano:


Be' certo si può migliorare ma non ho dubbi che lui lo possa fare e il miglioramento è netto e netto è il superamento della disgragfia!

Che è successo? Io faccio da volontario a un doposcuola e anche lui ci viene e martedì scorso ho avuto l'occasione buona, sono riuscito ad allontanare da lui tutte le varie educatrici che non fanno altro che stressarlo col tipico atteggiamento da maestrine, lo ho tranquillizzato dicendogli che anche se sbagliava non importava gran che (infatti c'è un errore in quanto un risultato del problema sotto non è quello corretto, ma io non ho detto niente); ho dovuto quasi litigare con le educatrici per allontanarle e gli ho detto di provare a scrivere bene e gli chiesto se sapeva il perché:
"per essere ordinato" mi ha risposto
"no per fare in modo che altri riescano a leggerlo" gli ho detto.
A quel punto gli ho detto di stare dentro i quadretti e di scrivere con calma e voilà! Forse a molti non sembrerà gran cosa ma chi ha a che fare con queste cose dirà che è un miracolo.

Che è successo? Semplice si è creata una situazione favorevole: intanto il mio ruolo: di me si fida in quanto tra me e lui c'è affinità e io riesco a farmi ascoltare da lui guardandolo negli occhi e parlandogli con calma (tutti abbiamo persone di cui ci fidiamo e altri di cui non ci fidiamo e giustamente accettiamo aiuto solo da chi ci ispira fiducia) così ho potuto dargli una motivazione razionale del perché andava fatto e lui (che è molto razionale) ha trovato un buon motivo per farlo; la seconda cosa è stato costruirgli attorno una bolla sicura e non stressogena: guardandolo scrivere ho capito che ha sempre scritto male in quanto doveva finire in fretta per togliersi da quella situazione di stress che gli adulti, maestri, genitori educatori creavano per cui la maestra nel insistere a risolvere il problema coi metodi sbagliati non faceva altro che rafforzarlo.

Ecco qua, ne son proprio felice: nella scuola che vorrei i problemi si affrontano con calma, saggezza e acume, e alcuni di essi si risolvono.

lunedì 2 aprile 2012

L'estremista.

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Tutti pensano che io sia un estremista perché mangio solo frutta e verdura cruda il più possibile naturale, loro nel frattempo modificano il DNA della soia e del mais, deforestano l'Amazzonia per coltivarlo, allevano animali rinchiusi in gabbie minuscole a forza di antibiotici, integratori e ogni diavoleria chimica, macellano gli animali o li sfruttano tutta la vita per averne il latte dopo aver ucciso i loro cuccioli, macellano gli animali, fanno procedure complesse per avere il formaggio, cucinano in modo complicato riempiendo di spezie sale olio e quant'altro, mangiano, si ammalano e ricorrono a tecnologie complicate per tenersi in vita tra un bypass, uno psicofarmaco o una dialisi.
E quello strano sono io!

lunedì 26 marzo 2012

Guardare il cielo

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Questa sera ho scattato questa foto: sono la Luna e Venere allineati in cielo, più sotto si vedeva Giove molto meno luminoso di Venere.
Il cielo è uno spettacolo meraviglioso che abbiamo sopra le nostre teste, io mi diverto a guardarlo ad occhio nudo, a riconoscere le costellazioni e seguo i transiti dei pianeti attraverso di esse: per altro si vedeva anche Marte tra le gambe del Leone.
Oggi queste cose si leggono sui libri si vedono in TV o nei film e senza accorgersene si perde il contatto con la realtà, si perde la consapevolezza di chi si è e del mondo in cui si vive: ci si rifugia in una realtà artificiale che ne è una brutta copia in cui mancano quelle sensazioni che ci fanno sentire vivi che ci permettono di percepire la nostra realtà e identità: il risultato è un vuoto dentro che si cerca invano di colmare con cibi o oggetti il più possibili costosi ma ciò non fa altro che allontanarci dalla realtà e fa crescere il vuoto.
Allora io guardo il cielo, la mie montagne, i laghi, gli alberi, i fiumi, la gente e gli animali: mi riconcilio con la mia natura e sto bene.

lunedì 19 marzo 2012

Ti amo fratello pesce

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Su faccialibro Christian Bellesini scrive:

Ciao ragazze e ragazzi...Ormai si scopre di tutto tutti i giorni...a tavola (naturalmente pasta veg) guardo un attimo Discovery Channel...disgustato. Praticamente si parlava della cattura e della preparazione del famoso e velenosissimo pesce giapponese, il Fugu...Faccio un rapido riassunto... Viene pescato con delle lenze apposta, e naturalmente l'esca è un altro pesce; poi visto che è davvero letale, per fare in modo che non morda ed uccida gli altri sventurati come lui (dimenticavo di dirvi che deve assolutamente essere vivo fino al ristorante...) gli vengono tagliati e strappati i denti con delle tronchesine direttamente dal pescatore...(forse è per questo che qualcuno ritiene la pesca uno sport...). Poi portato al mercato del pesce e venduto (naturalmente a cifre esorbitanti), e finalmente arriva al ristorante dove il cuoco ha dovuto aspettare ben 5 anni la licenza per cucinare questa leccornia. Quindi la parte più truce...come dicevo prima il pesce deve rimanere il più possibile vivo e quindi il cuoco lo tramortisce con il manico del coltello ed inizia ad amputargli coda, pinne e bocca....ed il pesce è ancora vivo e il cronista ci teneva proprio a confermarlo e con lui il cuoco...poi eviscerato, ed anche in questa operazione il pesce si muoveva ancora, spero solo per stimoli nervosi autonomi e non per dolore...pulito e ripulito viene servito crudo, un solo milligrammo del suo veleno è letale. Ecco...non ho commentato perché mi sembra futile, è solo per spiegare a chi sempre chiede: "Aaaa ma sei vegetariano, ma il pesce lo mangi vero?" Sì perché il pesce cresce sugli alberi, e cadendo nel nostro piatto sviene e non sente dolore...Buona giornata, e soprattutto una buona giornata a quegli "sportivoni" dei pescatori!

Questo mi ha ispirato questi tre commenti, metto tutto come mi è venuto di botto,:

Il mondo delle "leccornie" è davvero assurdo, certe cose sono il sintomo della follia e del degrado spirituale che stiamo vivendo: la gente che mangia questi cibi mi fa una gran pena reagisce in questo modo solo per cercare di arginare un disagio che sente dentro e così facendo il disagio si allarga.
Mangiare il pesce palla, che è un pesce velenoso è un modo per cercare di domare una natura che si percepisce ostile attraverso il denaro: tu mi vuoi uccidere e io ti mangio ottenendoti con tutti i miei soldi perché sono più potente. Chiaramente così facendo ci si innemica ancora di più la natura che si percepirà ancora più ostile e si dovrà trovare un altro metodo ancora più forte di domarla: è sintomo di un conflitto con l'animalità che ci portiamo dentro che così facendo si allarga e aumenta il disagio, il mal di vivere e la percezione del mondo ostile (io faccio del male al mondo: il mondo fa del male a me); non ci si sente più a posto su questo pianeta e ciò porta alla malattia. La via opposta e la ricerca dell'armonia con la natura che porta a sentirsi bene e a percepire il mondo non più come aggressivo ma come una danza di esseri che si rispettano a vicenda, è vero che a volte esiste la violenza e ci fa orrore, il leone insegue ,uccide e mangia il cucciolo di gazzella ma tutto ciò avviene con serenità in quanto questo fa parte del grande disegno della vita e il leone non lo fa in quanto ha problemi psichici ma solo perché è la sua natura e vuole vivere: è un modo tragico di stare al mondo ma non orribile come farsi servire un pesce palla al tavolo in un ristorante pagando qualche migliaio di euro. Io preferisco la via dell'armonia: io rispetto la natura e la natura rispetta me: io non aggredisco il pesce palla: che ragione c'è, il pesce palla non aggredisce me del resto il suo veleno gli serve per vivere (è un modo di difendersi) e non lo vuole certo sprecare per me visto che produrlo gli costa molta energia.

Ti amo fratello pesce.

domenica 4 marzo 2012

Secondo mese crudista vegan.

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Eccomi qua, un po' di pigrizia, un po' di impegni e una crisi di creatività mi hanno tenuto lontano dal blog; inoltre mi chiedo un po' il senso di questo blog visto che era nato coll'idea di riversarvi la mia visione del mondo e i miei scritti e sta diventando sempre più la cronistoria della mia entrata nel crudismo, va be' veniamo a noi.

Per prima cosa la mia dieta: dopo aver accarezzato per un mesetto e passa l'idea di fare il fruttariano ho poi pensato che tale dieta è rischiosa e sbagliata, dopo aver scartabellato un po' per internet e aver visto le discussioni tra crudisti e fruttariani ho deciso di mangiare anche germogli, foglie verdi e prodotti dell'orto in modo da avere tutti i sali minerali e i nutrienti a disposizione; per cui si va delineando una dieta basata per quel che riguarda le calorie su avocado e banane, con mele e spremute d'arance; inoltre ortaggi vari: pomodori, peperoni, finocchi, germogli di fagiolo mungo, sedani, spinaci, carote e forse zucchine (e magari altro, vedrò). Non essendo mai stato un appassionato di verdure varie ho visto che il modo migliore di mangiarle, anche se non è il più naturale, è di frullare tutto, ottenere una pappetta e mangiare così con il condimento di un po' di aceto e pesteda (un insieme di sale e spezie); il mio obiettivo è di mangiare in modo il più possibile naturale per cui in futuro cercherò di togliere frullatore e condimenti ma per ora va bene così.

Rispetto al primo mese la mia situazione si è stabilizzata, l'esaltazione eccessiva è sparita e così le crisi di fame: il mio corpo si è abituato a tutti i carboidrati della frutta, ho cominciato anche a mangiare di più e ad arrivare a circa due, due chili e mezzo di "roba" al giorno il che mi ha permesso di perdere poco peso in questo mese (circa un paio di chili) ad ogni modo ho ancora grassi da scogliere per cui scenderò ancora ma con gradualità che mi sembra la cosa migliore.

La mia condizione di salute è migliorata, il bruciore di stomaco che avevo da anni fa capolino in modo molto timido raramente e così il mal di schiena, mi irrita un po' il fatto che non se ne siano ancora andati del tutto ma sono fiducioso; il mese l'ho passato via senza grandi influenze e tossi, sebbene sono circondato da persone che ne hanno sofferto, ho avuto anch'io qualcosa: ieri il naso continuava a gocciolare e non ero molto in forma ma tutto qua, meno del solito; il sonno mi si  sta stabilizzando la sera ho sonno e vado a letto, mi svoglie presto per i miei impegni e tiro via bene la giornata, dormo le mie sette-otto ore a notte e sono abbastanza riposato tutto il giorno, tutto  abbastanza normale ma per me non lo è mai stato in quanto non riuscivo a prendere sonno e la mattina mi alzavo sempre tardi e molto rincoglionito e dormivo tantissimo, l'attività fisica è stata poca ma c'è stata: un po' di corsette e qualche esercizio in casa: meglio del solito; sono fiducioso sul fatto che la mia situazione di salute, benessere e vitalità migliorerà durante l'anno in quanto sono ancora all'inizio della mia disintossicazione e del adattamento al nuovo cibo.


La dieta del gorilla

Impariamo dai nostri cugini.

Per la mia dieta ho scelto la dieta del "gorilla": infatti noi fisicamente siamo delle grandi scimmie antropomorfe come scimpanzé, bonobo, gorilla, orangotango, gibboni; il nostro apparato digerente si è evoluto nel corso di milioni di anni fino a giungere allo stato attuale ed è adattato per mangiare determinati cibi, ciò avviene per ogni animale: i bovini si sono evoluti per mangiare l'erba e hanno sviluppato quattro stomaci per farlo, i leoni per mangiare le gazzelle e hanno un intestino cortissimo per buttare fuori la carne prima che imputridisca e delle ghiandole per liberarsi dalle tossine che la digestione della carne produce, gli avvolti mangiano carne putrefatta che farebbe ammalare qualsiasi animale e non hanno problemi di salute, i passeri mangiano i semi così come sono senza cucinarli.
Le scimmie antropomorfe in natura mangiano frutta, germogli, foglie verdi e noci; alcuni gruppi mangiano anche insetti e larve ma in piccola quantità e non tutti i gruppi: per esempio i gorilla di montagna mangiano anche formiche ma quelli di pianura sono completamente vegetariani; per cui mi pare che se certi cibi possono tirare su un animale come un gorilla allora possono sfamare anche me che tutto sommato sono molto simile a loro. Ora la dieta di una specie animale può variare nel corso di milioni di anni, per esempio il panda è un animale che da carnivoro è diventato vegetariano; ma ci vuole un sacco di tempo: sempre il panda è un esempio di animale non ancora adattato: vive sull'orlo della fame: la femmina partorisce raramente, fa un solo piccolo e molto "piccolo", va be' se l'uomo non lo fa estinguere tra alcuni milioni di anni sarà ben adattato e non avrà problemi.
Noi mangiamo cibi cotti (carne al fuoco) da soli 100 o 200 mila anni: un inezia, mangiamo latticini da 10, 20 mila, mangiamo pane e pasta da solo alcune migliaia di anni e le salsicce di suino tirato su a ormoni e antibiotici e soia transgenica da 10 - 20 anni: non c'è stato il tempo di adattarsi a questi cibi che per una serie infinita di ragioni biochimiche, il corpo è una macchina complicatissima, finiscono per intossicarci e farci vivere male pieni di malattie varie, di stanchezza, di rabbia, di depressione, di schizzofrenia; poi il nostro sistema sanitario ci tiene in vita in qualche modo: ci fa sopravvivere conciati male fino a che arriva liberatoria la tomba. Poi non sorprende se la gente è infelice e si rifugia in tutti i tipi di droga possibili: alcol, sigarette, caffè, tè, farmaci, eroina, marijuana, cocaina ma anche gioco d'azzardo, soldi, pornografia, calcio e così via e qualcuno si butta giù dai ponti. E più i cibi sono adulterati peggio va e basta guardarsi in giro per rendersene conto: ormai l'umanità è grassa e malata e non ha più la forza e la volontà di fare figli: si va verso l'estinzione.
Io non so se le cose stiano così, sarei un presuntuoso se lo pensassi, ma ne ho il sospetto per cui continuerò sulla mia strada crudista in modo da vedere se riesco a sopravvivere e a stare meglio; nel frattempo su internet,e su facebook, ho scoperto che non sono il solo, che Arnold Ereth già seguiva questa via un secolo fa, che Gandi l'ha seguita per cinque anni, che ci sono medici e persone crudiste e fruttariane da anni; alcuni di questi li ho incontrati di persona per sincerarmi di non essere il solo. Non credo che il crudismo sia la panacea di tutti i mali: ad ogni modo secondo me potrebbe almeno dimezzare la nostra spesa sanitaria nazionale e magari ridurla a un dieci-venti percento di quel che è.

Di sicuro la via del crudismo presenta molti rischi: è vero che si mangiano solo cibi salutari (del resto qualsiasi medico dice di mangiare molta frutta e verdura cruda), ma il problema a mio parere sta nel nutrirsi a sufficienza tenendo presente che si viene da una storia alimentare intossicante e l'apparato digerente non è pronto a ricevere tutta quella roba cruda e ha bisogno del tempo per adattarsi per cui il pericolo è l'eccessiva magrezza e carenze di sali minerali; per tale ragione è bene fare le cose con gradualità e essere pronti a tornare sui nostri passi se le cose non vanno come dovrebbero: io per fortuna ho fatto tre anni vegan e ho rifiutato i farmaci (che sono molto intossicanti) fin da adolescente e questo mi aiuta (oltre al fatto che sono un mangione naturale). Per diventare crudisti sarebbe meglio essere seguiti da medici competenti (ovviamente crudisti) peccato che sia difficile trovarne uno ...

Molto bene ecco qua: terzo mese: sono ancora vivo: sono ancora in piedi: al lavoro ci vado e non prendo giorni di malattia da anni (quest'anno ho dovuto prendere due ore per un dolore forte nella zona reni di cui forse parlerò più avanti ma ero ancora vegano e intossicato dai cereali e dai legumi cotti).
Scrivo questi post per mettere la mia esperienza e le mie opinioni a disposizione di chiunque; ho sempre creduto nell'importanza della libertà di informazione poi chiaramente ognuno ha il diritto di pensarla come vuole.

domenica 19 febbraio 2012

Creta di parole

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Il mio blog avrebbe dovuto chiamarsi "Creta di parole" lo stesso nome mi piacerebbe darlo alla mia raccolta di poesie che chissà forse in futuro pubblicherò; la prima poesia di tale raccolta sarà questa che scrissi alcuni anni fa:









Specchio


In questo luogo non troverete nulla

Atlandide è troppo lontana :
troppe nuvole la avvolgono 

In casa mia non entrerete : privato 

Questa è creta di parole
spetta al vostro spirito darle forma


sabato 4 febbraio 2012

Un mese da fruttartiano (o crudista vegan)

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Finito il mio primo mese da crudista posso fare un bilancio (scritto e pubblicato con qualche giorno di ritardo a causa della mia pigrizia):

Il cibo che ho mangiato ieri venerdì 3 febbraio

Per prima cosa tutta l'eccitazione dei primi giorni è passata, sono tornato a dormire più a lungo ma meno rispetto a prima e vado a letto più presto, e mi alzo prima (stanotte sono andato verso le dieci e mezza-undici e mi sono svegliato alle sette e trenta direi perfetto e splendido per me che ho sempre fatto fatica a prendere sonno) ad ogni modo durante il giorno sono bello sveglio (rispetto ai miei standard) anche se in alcuni momenti mi arrivano dei coccoloni molto forti: più del solito; è da una settimana che ho smesso di fare attività fisica in quanto mi sentivo stanco perché avevo sforzato il corpo: i benefici dei primi giorni si sono attenuati ma restano.

Una cosa che è migliorata, un piccolo miracolo, è che mi si è stappata la narice sinistra: infatti erano alcuni anni che mi si formava un grosso caccolone che poi dovevo tirar via, da prima ho visto che è diventato piccolo e ora non arriva neanche più; inoltre continuo a dovermi soffiare il naso che produce un sacco di muco e questo mi fa pensare a Erhet e alle sue idee bislacche sulla dieta senza muco secondo cui i problemi di salute vengono dall'accumulo di muco in tutto il corpo e una dieta crudista serve a eliminarlo e così si riacquista la salute: di certo io di muco ne sto eliminando molto.

Mi è tornato anche un poco di mal di schiena ma molto attenuato mi è uscito un dolorino nuovo sotto la scapola sinistra e vediamo come si evolverà.

Nel frattempo sto trovando la mia dieta, più passano i giorni più ho appetito e mangio volentieri: va più o meno così: alla mattina appena sveglio una spremuta e poi durante il giorno mangio banane e mele in base alla fame che mi viene (a scuola mi vedono sempre con una mela o una banana in mano) a pranzo e a cena mi faccio un una specie di insalata con pomodori, peperoni, olive e da ieri (ma credo che la cosa proseguirà) avogado che è la pare più consistente del pasto; infine la sera un piccolo sgarro: mi mangio alcune noci che non sono un frutto in quanto sono il seme di un frutto (e per questo dovrebbero essere un po' tossiche) che contengono molto rame, ferro, omega 3 e altri nutrienti. infine probabilmente introdurrò i germoglio di soia e forse anche di altro.

Ho perso peso e sono dimagrito di circa 4-5 Kg (la bilancia che uso non è molto precisa) la cosa me l'aspettavo in quanto ho massa grassa addosso, ho mangiato poco, specie i primi giorni, e il mio apparato digerente non è ancora abituato ai nuovi cibi; ad ogni modo la cosa mi preoccupa (forse è una preoccupazione più irrazionale che altro); dimagrirò ancora in quanto ho ancora delle "scorte" e vedremo come andrà a stabilizzarsi la situazione.

Nel frattempo mi hanno messo in guardia sui pericoli di una tale dieta e ritengo che tali pericoli ci siano; in passato sono diventato vegetariano e poi vegano ma in tali diete ad ogni modo c'erano dei cibi "sostitutivi" (quanti fagioli e lenticchie mi sono mangiato). Ora invece il salto è molto più largo, me ne accorgo da quanto è più profonda la trasformazione del mio corpo e della mia psiche, ora il problema sta nel trovare un nuovo equilibrio e ho letto che spesso la cosa è spesso difficile e si deve tornare in tale transizione sui cibi cotti: vedremo se diventerà troppo magro reintrodurrò magari i piselli la sera...

Ho riflettuto e letto molto sul problema della dieta; credo che questo sia un argomento in cui non si può fare scienza per cui ritengo che non esista una scienza alimentare.
Mi spiego del perché: per fare scienza è necessario che lo scienziato abbia uno sguardo neutro su ciò che va a studiare in quanto altrimenti consciamente o inconsciamente tenderà a far emergere i risultati che gli fanno più comodo: è un fenomeno che si conosce: ognuno tende a tirare l'acqua al suo mulino; ora in una questione come la dieta lo sguardo neutrale non è possibile in quanto tutti mangiamo e tutti facciamo delle scelte alimentari e spesso tali scelte ci dominano (di tale dominio ne sono una prova tutte quelle persone ecologiste e animaliste che vorrebbero essere vegetariani o vegan ma che non "resistono" e per mia esperienza sono più di coloro che fanno il passaggio) per cui anche lo scienziato alimentarista dovendosi alimentare non potrà avere uno sguardo neutrale. Gli stessi medici spesso danno dei consigli che non seguono: dicono di non fumare e di non mangiare cibi grassi e poi lo fanno: il cibo li domina.
Tutto questo per dire che non mi fido gran che di tutti i vari studi e risultati scientifici che vengono presentati da questa o quella università su cui ci sono degli interessi enormi delle industrie alimentari e farmaceutiche che hanno molti modi di fare pressione sugli scienziati: qualche giorno fa è venuto fuori che uno studio sul vino era stato volutamente falsificato: Vino rosso bene alla salutela teoria basata dati inventati.

Infine qualche avvertenza se qualcuno volesse seguire questa strada: non fate nulla di avventato o di improvvisato e non fatevi trascinare dalla situazione: queste cose non si improvvisano ma sono il frutto di un percorso personale che dura anni, di prove e di tentativi e di un lavoro di presa di coscienza di se stessi e del proprio corpo: meglio andarci con calma e non essere fanatici in quanto ci sono diversi rischi accanto ai benefici; io intanto continuo col mio esperimento vedremo come va.


venerdì 27 gennaio 2012

Il cuore della montagna

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Tanti anni fa (ormai ne sono passati quasi venti) al mio primo anno di università durante una pausa tra una lezione di analisi matematica e l'altra, mi venne da scrivere una poesia: disegnai una montagna e a uno a uno vennero fuori i versi; faccio anch'io fatica ad interpretarli ad ogni modo mi piacciono molto:







IL CUORE DELLA MONTAGNA
NEL SOFFIO DELL ' ESISTENZA
UN PUNTO DI NULLA
NEL RUDE PURO APPARATO

LA ROCCIA DURA
LA TERRA UMIDA
SPINGONO IL CUPO GELO DELLA VETTA
NELL ' ANIMA DI DIO
PER MILLE VENE VORTICOSE
PER MILLE SOGNI PERITURI
NEL FINITO DI CANDIDI FIORI
CHE AVVOLGONO SPIRITI
IL CUORE DELLA MONTAGNA

mercoledì 18 gennaio 2012

Tutte le cose che sono cambiate col fruttarianesimo.

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Più che un post è un insieme di osservazioni e impressioni avute in questi primi giorni di fruttarianesimo che ho voluto scrivere per fissarle:


Vi è mai capitato di andare a sciare in montagna? Quando si torna ci si toglie gli scarponi il risultato è un improvviso benessere ai piedi. Che è successo? Semplice gli scarponi di plastica sono rigidi, costringono il piede e dunque lo danneggiano pian piano in quanto non lo lasciano muoversi non ci si accorge di questo durante il giorno ma quando ce lo si toglie il momento di benessere ci avvisa di ciò.
Anche a me succede questo ma è come se il malessere ce lo avessi avuto da quarant'anni e ora finalmente se ne è andato. Io penso che questo sia dovuto al metabolismo: ritengo che nel cibo che mangiavo prima di diventare crudista fruttariano vi era qualcosa che bloccava la possibilità di far entrare il nutrimento dentro le mie cellule: risultato il mio corpo era molto meno vitale.
Da alcuni giorni ho avuto una lunga serie di segni che mi fanno pensare che sia a successo questo: sono cose che mi capitano all'improvviso e che mi stupiscono in quanto mi dico: questo non è da me ma poi succede e sono cose belle e piacevoli, quasi magiche, che mi fanno tirare tanti sospiri di sollievo e mi fanno stare bene:

Tollero di più il freddo: se vado in giro ho meno bisogno di coprirmi, ho voglia di fare sport: di correre e fare esercizi: le mie gambe si muovo leggere e senza sforzo; prima per camminare o correre dovevo fare un gran sforzo di testa il risulto che trascinavo avanti a forza gambe che mi davano sofferenza che poi sbattevo per terra: facevo camminate anche lunghe in montagna ma sempre a costo di un gran sforzo di testa che alla fine della camminata era ciò che mi doleva di più: ora le mie gambe vanno agili ed è un vero piacere muoverle: si muovono eleganti senza sforzo, le appoggio a terra con grazia e delicatezza (devo sembrare una donna che sculetta) e i mie piedi mi pare che appoggino sul velluto: non sbattono per terra e non mi fanno male: mi sembra di galleggiare leggero; e se chiedo loro uno sforzo eseguono e subito, certo mi fanno male ma il mio corpo reagisce con vigore e si rigenera il giorno dopo e mi sento più forte. E' il principio dell'allenamento: muovendo il corpo si lesiona ma poi esso reagisce e ripara il corpo e lo rende più forte: ma questo a patto che ci sia abbastanza energia per farlo! Prima (parlo di venti giorni fa) si danneggiava solo e così mi rendeva una tortura quotidiana il muoverlo e era impossibile allenarsi.

E' cambiato il sonno: io ho sempre avuto bisogni di dormire molto: per almeno 10 ore a notte e spesso ho fatto fatica a prendere sonno, alzarmi la mattina è sempre stata una faticaccia e spesso ero assonnato tutto il giorno: mi alzavo la mattina a fatica andavo a scuola a lavorare e tornato a casa spesso mi dovevo fare la pennichella pomeridiana: ora dormo solo quattro ore a notte ma la cosa notevole è che il mio sonno è diventato "facile" nel senso che non è pesante e difficile ma mi addormento e mi sveglio e quasi non mi accorgo di avere dormito e soprattutto sono sveglio durante il giorno e non ho quel sonno assurdo che mi portavo dietro durante la giornata; il mio sonno è diventato anche "profondo" nonostante sia facile e molto rigenerante e anche il modo che arriva è diverso arriva veloce e quasi non me ne accorgo: me ne accorgo quando guido prima se mi veniva sonno tutto sommato non cadevo facilmente nel sonno reale: ora la cosa avviene più facilmente e ciò facilita il pericolo di dormire alla guida devo stare attento.

Poi ho osservato che è migliorata la mia voce in quanto è migliorato il suono che mi esce: più continuo e più forte e che regolo più facilmente anche perché respiro meglio e più a fondo, sudo meno e anche se sudo ho la sensazione di non puzzare e credo di non puzzare proprio di certo non come una volta; ho più fiducia in me stesso, me ne rendo conto quando entro in classe coi miei alunni: non li temo più perché mi sento più forte e questo facilita la comunicazione e la mia voce esce più stentorea.

Credo che ciò sia dovuto al fatto che il mio corpo era ridotto alla fame: anche se accumulavo grasso questo se ne stava nella pancia ma non arrivava alle cellule: mi vien da pensare che non riusciva ad entrarci, per cui ero ridotto alla fame: infatti mangiavo enormi piatti di pasta mi ingozzavo e poi avevo ancora fame nonostante mi facesse male lo stomaco da quanto era pieno, avevo acidità di stomaco: il mio corpo mi chiedeva nutrimento e era pronto a riceverglielo e io glielo davo ma non arrivava in quantità alle mie cellule: per cui avevo un modo di vivere in cui facevo la massima economia e tutto doveva essere sostenuto dalla mia mente che era sempre occupata a mandare avanti la baracca: se volevo fare una camminata in montagna mi dovevo "preparare" mentalmente alcuni giorni prima e poi andavo studiando tutti i sistemi per evitare di far fatica muovendo i piedi, le gambe e tutto al minimo indispensabile e arrivavo a casa con un gran mal di testa a causa dello sforzo mentale; ho fatto una camminata ed è stata bellissima: salivo con una leggerezza unica: mi sembrava di volare e mi piaceva osservare le mie gambe che si muovevano facili e con grazia ben guidate dal mio cervello: non le dovevo buttare avanti a forza come fossero un mulo recalcitante che si deve mandare avanti a frustate: certo i miei muscoli si stancano, anche più in fretta: li uso!; ma sento che si allenano e dopo sento che si rigenerano e si rafforzano in fretta.

Il fruttarianesimo ha effetto non solo sul mio corpo ma anche sulla mia psiche: me ne sono reso conto nei confronto dei soldi: prima ero avaro e prima di decidermi di fare un acquisto dovevo fare tutte le mie procedure mentali e poi all'atto dell'acquisto mi pesava: ero un tirchio; ora spendo con più decisione e più facilità

C'erano dei comportamenti che non riuscivo a capire a scuola ho sempre studiato il minimo indispensabile e quel minimo mi richiedeva uno sforzo tremendo che arrivato a 24 anni non ho più retto e ho fatto alcuni anni di esaurimento: alla fine mi sono laureato a 34 o 35 anni nonostante abbia sempre avuto il pallino per i calcoli: avrei voluto dedicarmi in modo autonomo allo studio della fisica fare quel passaggio che da studente ti porta a essere studioso: mi procuravo i libri da leggere e non lo facevo: troppa fatica concentrarsi; non riuscivo a fare ordine come altre cose e preparavo sempre tutto all'ultimo: essendo alla fame e avendo come priorità sopravvivere inconsciamente mi sono adattato evitando ogni sforzo che si potesse evitare: era un non vivere ma un sopravvivere per cui quando la gente mi chiedeva come va io a volte, abbastanza spesso rispondevo: "si sopravvive" e non ho mai risposto un bene convinto fino a che non sono passato alla frutta (mi è successo di farlo alcuni giorni fa).

Un altra cosa è che quando mi siedo o mi sdraio sono molto più comodo: prima se mi sedevo in  poltrona dovevo cercare una posizione ottimale e trovata sentivo che c'era sempre qualcosa fuori posto: una gamba messa male, il collo girato male; ora quando mi siedo sono comodo subito e mi sento avvolto da un mondo che è più morbido e accogliente. mi sono scomparsi anche alcuni dei miei acciacchi cronici: non mi fa più male la schiena e non ho più i dolori ai polsi che avevo prima il mio stesso corpo è diventato più flessibile e meno rigido: ho provato a sforzare le ginocchia con movimenti rapidi e sono state elastiche e veloci e non mi hanno dato dolorini.

Ci sono ovviamente anche dei problemi: oggi ho avuto un calo di zuccheri: è la prima volta che mi capita una cosa del genere in vita mia: io andavo sempre via col solito piattume in quello che in fisica si dice uno stato metastabile sveglio/addormentato; ma ora il mio corpo a volte rallenta e riparte e oggi per una mezzoretta ho avuto la mente annebbiata e finalmente ho sperimentato anche il "calo di zuccheri" di cui ho tanto sentito parlare: poco male ho risolto con un po di succo di frutta e una banana. E poi per alcuni giorni ho avuto nausea a mangiare la frutta, va be' mi sono adattato e ne ho mangiata pochissima e molto lentamente: non ne avevo bisogno, ho ancora molte scorte alimentari nel corpo..., oggi l'appetito è arrivato; poi fino ad oggi quando mangiavo la frutta e basta dopo dieci minuti per circa altri dieci minuti mi faceva male lo stomaco, per un fruttariano non è il massimo, ma anche questo è passato oggi pomeriggio, inoltre in alcuni momenti ho addosso una strana frenesia ritengo dovuta a troppi zuccheri in corpo: ma queste cose non mi preoccupano sono dei contraccolpi dovuti al fatto che ho abbandonato il mio vecchio equilibrio e ne sto costruendo un altro.

E per finire sono sazio! E' una sensazione nuova non avere una perenne fame che mi fa cercare il cibo ad ogni ora e mi fa mettere su ciccia. E vero che ora mangio ogni due-tre ore ma ogni "pasto" è molto leggero e molto più poco e al termine conosco la bellissima sensazione della sazietà.

sabato 14 gennaio 2012

La frutta sta cambiando la mia vita.

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Segue a questo post qui.

Ieri mattina sono andato a lavorare; prima della feste sarebbe stata una tortura: una tortura svegliarsi con la sveglia: la facevo suonare per tre o quattro volte ogni dieci minuti, una tortura alzarsi la mattina uscire dal mio letto caldo e affrontare il freddo, sforzarsi per fare colazione e uscire fuori imbaccuccato (io vivo in Valtellina nelle Alpi) e guidare in preda al sonno; questa mattina mi sono svegliato alle cinque o prima ed ero subito sveglio sul serio, era presto: mi sono fatto una spremuta e ho preparato il compito in classe per i mie ragazzi per domani (e la prima volta nella mia vita che faccio qualcosa prima del tempo mentre ho sempre aspettato l'ultimo momento) ho cazzeggiato su internet, esco di casa senza giacca: non avevo freddo, arrivo al lavoro lucido e sveglio in anticipo, in sala insegnati vedo i miei colleghi che si affollano attaccati al calorifero e penso a pochi giorni fa: io ero uno di loro. In classe ero presente e sveglio come non lo sono mai stato: sono riuscito a impormi alle mie classi di casinisti a fare lezione sul serio a "tenere" la classe, avevo addosso un energia che non ho mai avuto.
Sebbene sia fruttariano da soli 14 giorni, mi pare che la mia vita passata si lontanissima e sia cambiato tutto e ho preso coscienza di come ho sempre vissuto in riserva: non ho mai avuto risorse sufficienti per alzarmi la mattina, per stare sveglio (ero sempre assonnato) per svolgere le mie mansioni (che tortura studiare, fare i compito, insegnare), non avevo risorse per scaldare il mio corpo; ciò che ho capito che la mia psiche aveva reagito a questa situazione cercando in ogni modo di risparmiare le poche energie a disposizione in ogni modo (anche perché toccava a lei mandare avanti la baracca), cercando ogni trucco per cui se dovevo fare qualcosa facevo il minimo indispensabile e niente di più ogni altra cosa che ho fatto oltre a sopravvivere è stata al costo di uno sforzo mentale enorme.
Mi sono  accorto di questo nel fare le cose più semplici: nel compilare i registri. nel mettere via i vestiti, nel riuscire a pensare un attimo a quello che sto facendo: la mia mente che prima era sempre impegnata a sostenere il corpo ora che è libera da quel lavoro si può dedicarsi ad altro; ora capisco perché non sono mai riuscito a studiare sul serio fisica (sono laureato ma solo quello) ora capisco perché non sono stato capace di studiare a fondo: non potevo buttare risorse mentali in quello avevo un compito più importante dovevo usare la testa per alzarmi la mattina, che sforzo!, per stare sveglio per scaldarmi, per non stressare troppo il mio corpo e non restavano energie per altro.
Ma mi sta succedendo una cosa ancora più sorprendente per me che sono sempre stato una frana nello sport: io ero il classico ragazzo che quando si corre non tiene il passo degli altri, io che da adolescente quando ho provato a mettermi correre sono andato una volta sola e poi ero troppo stanco e in riserva per ripetere: e non serviva niente sforzarsi perché se non ce n'è non ce n'è. Ciò che mi è successo dopo il passaggio al fruttarianesimo è che mi è venuta voglia di correre e ho cominciato a farlo e senza sforzo! senza chiedere un altra volta alla mia mente di mandare avanti il mio corpo intossicato; e la mia corsa è leggera e elegante, mi sento fluido e mobile e mi pare di pesare trenta chili in meno. La prima sera di questa corsetta senza accorgermi ho sforzato i muscoli: tanto andavo bene ed ecco che mi fanno male le gambe il giorno dopo, ma nonostante questo ho corso lo stesso ed è da quatto giorni che lo faccio e miglioro ogni sera: parto verso le dieci, vado in giro al freddo ma non lo soffro e torno a casa, dormo quattro ore e mi alzo sveglio e lavoro al computer aspettando la mattina: incredibile.
In questi giorni continuo ad osservare cambiamenti in me, di alcuni ho già detto ma ce ne sono altri: il mio corpo è più flessibile e mi sono scomparsi una serie di dolorini alle giunture e alla schiena che avevo; sento la pelle più liscia e vellutata: è un piacere passargli sopra un dito e vedere come scorre, sudo molto meno e il mio sudore non puzza; mi sento più sicuro di me stesso con le altre persone e sono scomparse alcune paure e inibizioni; spendo il mio denaro con più facilità e mi importa meno di esso, riesco a concentrarmi con più facilità mentre prima dovevo aspettare il momento buono, ho voglia di fare, di scrivere e di commentare sui social network e sul blog; entro in relazione più facilmente coi miei simili e con più concentrazione; sono più tollerante con le altre persone; se mi  si pesta i piedi sono più aggressivo e in modo più deciso; sono di buon umore e mi sento felice; il mio corpo di muove in modo più fluido; mangio con calma, assaporando il cibo e sta passando quel senso di fame cronico che avevo sempre addosso: mangiavo enormi piatti di pasta: arrivava a farmi male lo stomaco ma avevo fame lo stesso!; si potrebbe continuare...
Certo il mio stomaco è ancora in subbuglio: come potrebbe non essere così?, e faccio fatica a mangiare la frutta in quanto ho nausea del dolce ma per ora non mi preoccupo; mi sono fatto questa idea, che credo non sia affatto originale in quanto molto ovvia, i problemi che avevo prima erano nell'assorbimento del cibo e nel metabolizzarlo ciò faceva si che alle cellule non arrivasse sufficiente nutrimento per cui il mio corpo: ero alla fame, e da qui il senso di fame cronico, ma coi cibi assorbivo anche sostanze tossiche, provenienti dalla cottura, che bloccavano il nutrimento delle cellule e mi affamavano.
Ora guardo l'umanità con occhi più indulgenti, guardo i mie studenti che mi arrivano a scuola e mettono la testa sul banco e dormono e se si svegliano cominciano a far casino: tutto pur di non fare lezione: tutto pur di non doversi impegnare e come potrebbero? sono ridotti alla fame dalla loro alimentazione: i cibi che mangiano li debilitano e loro che fanno?: tutto ciò che è necessario per sopravvivere facendo il meno sforzo possibile.
E tutto questo dopo solo due settimane: vedremo come continuerà ma per ora sento che sono rinato ad una nuova vita.

domenica 8 gennaio 2012

Io passo al crudismo fruttariano (ma con anche qualche ortaggio)

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Dopo tre anni e passa di veganesimo, dopo aver passato un sacco di tempo a insegnare ad amici e parenti e conoscenti che vuol dire, dopo aver usato anche più tempo a spiegare che cosa mangiavo e non mangiavo, eccomi qua a prendere un altra decisione ancora più estrema e che mi richiederà uno sforzo ancora maggiore di spiegazioni; sempre ammesso che durerò in questa prassi e non desisterò.

Ma veniamo per gradi: il veganesimo fu una scelta etica: ci furono molti episodi che mi portarono con gli anni a scegliere quella via il più importante per me fu assistere alla nascita di un vitello, stavo facendo una passeggiata vicino casa quando sbirciai attraverso una porta dentro una stalla due: uomini stavano dietro una vacca, all'improvviso da questa uscì il vitello che fini sul pavimento: gli uomini presero il vitello e lo portarono via dalla madre, lo legarono ad una catena e gli diedero un calcio con disprezzo: mi immedesimai nel vitello: potevo io essere complice di quella cosa: quella povera bestia era venuta al mondo nel cemento era subito stata legata ad una catena: ma più di tutto ciò che non dimentico è il disprezzo dei due uomini il veterinario e lo stalliere suppongo.


E così divenni vegan e mi dovetti organizzate: farmi la cucina, trovare i cibi adatti, spiegare a tutti, trovare un equilibrio psico-fisico-spirituale ecc... ecc... Ma ora ho deciso di nuovo di partire da capo.


Il fruttarianesimo

Il primo che mi parlò di fruttarianesimo fu un mio amico quest'estate: l'idea è piuttosto semplice e anche convincente: noi discendiamo da animali fruttariani e siamo imparentati strettamente con animali fruttariani, la frutta è l'unico cibo che ci piace così com'è: non ha bisogni di cottura, non ha bisogno di essere insaporito; i nostri occhi vedono a colori (i primati sono gli unici mammiferi che lo fanno) per poter capire se la frutta è matura e le nostre mani sono fatte apposta per afferrare un frutto e mangiarlo e così la nostra dentatura e soprattutto il nostro apparato digerente è fatto per digerire frutta e per questo che questa non ha bisogno di cottura; altre cose sono per altri animali: i semi sono per gli uccelli che li mangiano così come sono e li digeriscono senza problemi.
Tutto bello e allora provai in modo graduale, ma io non sono fatto per le scelte graduali: decisi di mangiare un pasto al giorno da fruttariano ma non resistei a lungo e poi dopo aver mangiato qualche frutto andavo a mangiare del pane preso dalla fame....
Ma veniamo ad oggi, il primo dell'anno volevo fare un digiuno, ne avevo già fatto uno in estate (ne parlai qui) ma non volendo fare una cosa troppo impegnativa, avendo delle cose da fare, decisi di bere dei succhi di frutta durante il digiuno (qui). Quello che non avevo messo in preventivo era come mi sarei sentito ad andare avanti a succhi; alla fine ho deciso di passare al fruttarianesimo crudista ovvero mangiare solo frutta e verdura cruda! Principalmente frutta ma anche della verdura (ovviamente cruda) per variare col salato, almeno all'inizio poi...
Ciò che ho sentito nascere in me è una grande vitalità che io non avevo mai conosciuto, nemmeno da bambino: ho una gran voglia di muovermi e mi sento più sveglio e attivo del solito, il mio stomaco è più leggero e sudo di meno; tutto questo mi ha dato grande euforia e una strana per me voglia di vivere e un benessere in tutto il corpo: mi sento addosso una strana ubriacatura dal tanto che sto bene. Sento che avevo una generale intossicazione del corpo che era così cronica da ritenerla normale (dovuta ai cibi che mangiavo, anche quelli vegan).
E poi ci sono altri vantaggi: non devo più cucinare ne lavare i piatti (anche se mi faccio un frullato la frutta la si lava via con facilità), lo svantaggio è che devo fare molti pasti al giorni...
Vedremo come va in ogni caso la cucina è sempre qui pronta e questo potrebbe essere solo un periodo di disintossicazione ad ogni modo spero che duri per tutta questa mia vita attuale. E adesso vado a prepararmi un po' di frutta.

domenica 1 gennaio 2012

Digiuno con succhi di frutta.

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Oggi ho cominciato un digiuno di sette giorni, almeno così sono le mie intenzioni, non un digiuno rigoroso ad acqua come ho fatto quest'estate (ne parlai qui) in quanto ho intenzione di bere dei succhi di frutta durante tutto il periodo del digiuno, su fb qualcuno mi ha detto che è una dieta liquidariana.
Per ora va bene, a parte un momento in cui ho avuto un forte impulso a mettere un panino sotto i denti (pane e basta intendo) per il resto mi sento bene, ma tutto sommato ho saltato solo un pasto.
Ma perché faccio queste cose? Difficile rispondere a questa domanda, forse più che altro è che mi piace sperimentare e osservare i miei stati emotivi, vedere tutte le emozioni che mi passano per la testa (e per i corpo); forse lo faccio più che altro per educarmi al cibo visto che sono stato sempre stato un ingordo e la cosa non mi va: astenermi dal cibo porta fuori le mie motivazioni inconsce forse lo faccio per mettermi alla prova e vedere se ne sono in grado; e poi lo faccio per ragioni spirituali in quanto i mistici di ogni tempo hanno sempre passato dei periodi di digiuno.


Dunque sette giorni a bere solo succhi di frutta: ma si facciamo anche questa!

mercoledì 28 dicembre 2011

La scuola che vorrei.

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Immagine presa dal sito del ministero dell'istruzione:
 ma è davvero così la scuola?

Mentre me ne sto qui solo soletto in vacanza penso ancora una volta a quell'inferno in cui sono precipitato all'età di sei anni e da cui non sono ancora uscito: la SCUOLA. Il mio primo giorno di scuola mi è ancora impresso in mente ero molto eccitato ovviamente e per la prima ora andò tutto bene: la maestra scrisse il mio nome e io lo ricopiai sul quaderno, ma poi finita la prima ora arrivò la noia e la sofferenza. E così mi feci elementari, medie, superiori, università e ora ovviamente faccio l'insegnate e spesso mi chiedo: "Ma che cazzo ci faccio ancora qui?"
Se sono a scuola è per una ragione semplice: è che in teoria mi "piacerebbe"; il fatto è che io sono un drogato di cultura, per questo ho fatto questo blog, e a me la cultura piace tutta: mi piace quella umanistica e per questo leggo e scrivo, mi piace quella scientifica e per questo mi sono laureato in fisica, mi piace quella tecnica e mi diverto a smanettare nell'informatica, mi piace quella economica e anche tutte le altre che non sto qui a elencare; poi mi piace quella alta: adoro i tragici greci soprattutto Euripide, quella popolare come il grande Davide Van de Sfroos, e quella bassa: adoro Dragonball; mi piacciono i laboratori... e basta non vi rompo più: mi piace tutto.
Per queste ragioni la scuola mi "piacerebbe" ma purtroppo ogni volta che ci entro dentro mi trovo nel solito girone dantesco e ho l'impressione di trovarmi in un luogo che fa l'opposto del suo scopo: al posto di far crescere gli alunni, e anche gli insegnatio, li distrugge sul piano psicologico, morale e intellettuale.
Che la scuola sia fallimentare è chiaro come la luce del sole: basta vedere gli adulti quanti scrivo o anche solo leggono un libro? Quanti sanno fare un calcolo e un ragionamento matematico? Quanto sanno aggiustare qualcosa? E chi ha una cultura spesso se l'è fatta fuori dalla scuola. Avete mai provato a intavolare una discussione sul padre della nostra lingua l'immenso Dante Alighieri? Avete guardato le facce schifate degli astanti generate dall'associazione: Dante-Scuola?
Sul perché si sia generato tutto ciò ho riflettuto a lungo e sono arrivato a una soluzione: riflettete qual è il vero scopo della scuola? Istruire? Che fa realmente la scuola? Secondo me lo scopo principale della scuola è selezionare: a parte per i raccomandati da papà a scuola si è tutti uguali ma qualcuno va bene e questo diventerà geometra o ragioniere o perito, e se va ancora meglio farà l'ingegnere, l'architetto, il medico, lo scienziato, lo scrittore o l'astronauta. Per gli altri ci sono i lavori più umili: riempire gli scaffali del supermercato, consegnare i pacchi o pulire i culi dei vecchi. Del resto i genitori vogliono che i figli studino solo perché così potranno fare strada nella vita non perché gli studenti sappiano la poetica del fanciullino del Pascoli. A scuola se uno studente dimostra di sapere rispettare le regole, di studiare e imparare a memoria in modo continuo, di saper eseguire le istruzioni che portano alla soluzione di un calcolo, di fare questo per anni allora lo diplomiamo e lo laureiamo, altrimenti riempirà di merendine il distributore automatico.
Detto ciò vediamo la scuola che vorrei, le mie conclusioni sono frutto di anni di osservazioni più che di letture pedagogiche. Per prima cosa l'edilizia: la scuola è struttura per inquadrare tutti in aule dietro ai banchi: sbagliato ci vogliono ambienti dove ci si possa muovere liberamente, con bei colori e bei suoni dove l'alunno e il docente possano trovare il loro posto dove sentirsi a proprio agio, qua si dovrebbero organizzare dei corsi alcuni di tipo generale in cui insegnare le cose basilari, obbligatori perché un po' di disciplina va insegnata, in cui gli alunni vengono messi tutti insieme ma questo solo per un paio di giorni alla settimana, per gli altri tre giorni (perché nella scuola che vorrei si va solo cinque giorni mattina e pomeriggio) si lascia libertà a docenti e alunni di organizzarsi come meglio credono mettendo a loro disposizione strumenti di vario genere: strumenti musicali, tele e pitture, laboratori scientifici, biblioteche, computer, scacchi e quant'altro in modo che la curiosità intellettuale prenda il sopravvento. E poi i voti: per come la vedo io ci vogliono in quanto lo studente deve rendersi conto di cosa sa fare ma non andrebbero mai divulgati e non dovrebbero aver peso sulle promozioni e sulle bocciature.
So già che molti, ammesso che siano arrivati al leggere fin qui diranno: si così si passa tutto il tempo a cazzeggiare! e allora che cosa cambia visto che ad ogni modo la scuola non funziona? Una scuola rilassante avrebbe molto ricadute positive ridurrebbe senza dubbio le incazzature e dunque l'alcolismo, l'uso di droghe tra i ragazzi (che è la stessa cosa), i suicidi, la depressione, gli psicofarmaci e l'infelicità umana. E poi io sono certo che andando a regime un sistema scolastico che mette al centro la voglia di conoscere e di fare degli alunni dopo qualche tempo di assestamento produrrebbe gente molto più istruita e che non si schifa a parlare di Dante e della Divina Commedia.
Tutto ciò è utopico? Forse ma ad ogni modo la scuola e la società stanno degenerando fra alcolismo grandi fratelli e gente sempre incazzata che non fa altro che lamentarsi e non ha più il coraggio di fare figli, per cui io aspetto che la società degeneri del tutto perché a quel punto si potrà lavorare a sistemare le cose senza trovare troppe resistenze; e nel frattempo vado a scuola e faccio le mie piccole battaglie anche perché sebbene non si possa cambiare tutto il mondo ognuno di noi può cambiare una piccola fetta di mondo e ciò è molto appagante andando nella direzione che ho esposto.
Grazie a tutti coloro che hanno letto fin qui: il tema è finito, se lo legge qualche prof potrebbe mettermi il voto tra i commenti?

mercoledì 21 dicembre 2011

Tanti auguri per il solstizio d'inverno

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Oggi alle ore 5.30 c'è stato il solstizio d'inverno. E' un stato momento fondamentale perché è il momento astronomico esatto in cui finisce un ciclo e ne inizia un altro. 
Dal 21 giugno scorso sta avvenendo un dramma: il sole percorre un sentiero sempre più basso e più corto nel cielo; la luce che illumina il nostro mondo la si vede per un tempo sempre più corto ed è sempre più fioca, sempre più pallida; le tenebre della notte pian piano invadono le nostre giornate e la poca luce che arriva è sempre meno in grado di riscaldare la terra e l'aria. Per tale ragione la situazione di questo momento (al 22 dicembre) è drammatica: le nostre giornate sono troppo corte, il buio arriva presto la sera mentre il gelo ha invaso il nostro mondo: l'erba è diventata gialla nei prati e sta morendo lentamente, le piante hanno perso le foglie e sono solo scheletri puntati verso il cielo, gli animali si rintanano sotto terra e patiscono per il freddo e la fame.
E' chiaro che non può continuare a lungo così, la vita non può sopravvivere a lungo in tale stato: andando avanti così tutta la vita morirà e il mondo diventerà un deserto gelido e morto.
Ma non c'è da avere paura: la nostra specie vive da molto tempo e tutto questo lo si è già visto molte volte; in precedenza tale processo di morte si è sempre arrestato, il sole ha smesso di scendere nel cielo e ha ricominciato ad alzarsi, la luce è tornata a illuminare più a lungo, con più intensità; con essa è tornato il caldo, le piante sono ridiventate verdi, gli animali sono usciti dai loro rifugi e la vita è tornata rigogliosa.
Abbiamo già visto molti cicli: sono molto regolari e ciò ci permette di calcolare l'istante stesso in cui finisce un ciclo e un altro riprende: si può stare relativamente tranquilli sul destino del nostro mondo, e di noi stessi: la luce vincerà le tenebre e con essa tornerà la vita: tutto ciò è già successo molte volte: si ripeterà come sempre.
Da prima di dove arriva la nostra memoria tale giorno lo si festeggia e da questa antichissima festa sono nate quattro feste che si svolgono alcune prima e altre dopo (col passare del tempo problemi nel conteggio hanno spostato di alcuni giorni la data) il solstizio; ma al centro di queste feste ci sta la luce e il suo ciclo: così il 12 e 13 dicembre si festeggia Santa Lucia (nella notte più corta che ci sia) notare il nome Lucia: luce; poi c'è il natale cristiano il 25 dicembre: nasce un bambino che porta la luce nel mondo, si addobbano gli alberi con delle luci; poi viene capodanno in cui finisce un anno e ne comincia un altro: si buttano le cose vecchie, si illumina la notte coi fuochi d'artificio; e infine la befana in cui si fa un falò, ancora luce, e si brucia la vecchia: fine di un ciclo; oppure per i cristiani arrivano dei Magi guidati da una stella: ancora luce. E in tre di queste feste arriva qualcuno: Santa Lucia, San Nicola ovvero Babbo Natale, Gesù bambino, la Befana, i Re Magi a portare doni a dei bambini.

Per cui qualunque è il modo in cui festeggiate:

BUONE FESTE A TUTTI: CHE LA LUCE SCONFIGGA ANCORA UNA VOLTA LE TENEBRE

domenica 18 dicembre 2011

Io sono un apostata.

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Un paio di anni fa, dopo averci pensato su per un bel po', ho deciso di fare l'atto di apostasia; ho scritto la seguente lettera e, circa sei mesi dopo, mi sono recato dall'arciprete del mio paese Talamona; avrei potuto fare come tanti e inviare una lettera al vescovo ma per la mia uscita dal cattolicesimo volevo qualcosa di più personale, ecco la lettera:


ATTO D'APOSTASIA


Domanda di sbattezzo


Io sottoscritto Cesare Vola, nato a Morbegno (SO) il 06/06/1972, residente a Talamona (SO) essendo stato battezzato nella parrocchia di Talamona in data di poco successiva alla mia nascita, le sarei grato di voler apporre sul registro dei battesimi, vicino al mio nome, la seguente annotazione:

“non desidera più appartenere alla Chiesa Cattolica Apostolica Romana con effetto immediato a partire dal 6/8/2009” 

Sono giunto a una tale decisione a seguito di anni di studi, riflessioni e di esperienze spirituali che mi hanno portato a concludere che:

  • Il popolo ebraico non ha avuto da Dio alcun trattamento particolare essendo egli il dio di tutti gli uomini e non solo di un popolo particolare.
  • Il popolo ebraico non ha mai avuto alcuna conoscenza spirituale superiore a quella degli altri popoli che hanno vissuto o vivono attualmente sulla terra.
  • Le vicende relative alla vita di Gesù figlio di Giuseppe sono un mito e non raccontano fatti storici ma al più sono storie romanzate di fatti accaduti o attribuiti a Gesù figlio di Giuseppe.
  • La chiesa cattolica romana è il prodotto di costruzioni intellettive umane e non porta alcun messaggio più vero di quello di qualsiasi altra religione.
  • Non c'è alcuna ragione di essere salvati non esistendo alcun peccato originale.



La verità spirituale è un puzzle complicato che per essere compreso va cercato:

  • in tutti i prodotti delle riflessioni umane, senza privilegiarne alcuna,
  • nell'ascolto delle verità che ogni uomo porta con sé,
  • nella verità presente nel proprio spirito,
  • nella contemplazione del cosmo: gli animali, i vegetali, i funghi, l'aria, la terra, l'acqua, le stelle, i cristalli, la materia... e le leggi fisiche che governano il cosmo materiale,
  • nelle regole e nelle strutture della matematica, 
  • nell'ascolto dei messaggi che il cosmo ci invia. 




Risulta chiaro che per dette ragioni non vi è più alcuna ragione perché io appartenga alla Chiesa Cattolica Apostolica Romana e di conseguenza vi chiedo di effettuare l'annotazione sopraccitata nella lista dei battezzati tenuta nella vostra chiesa / diocesi e di inviarmi un attestato di questa variazione tramite lettera debitamente sottoscritta. 

Si allega fotocopia del documento d'identità.

Nell'attesa di una vostra conferma scritta, vi invio i miei più distinti saluti.

Redatto a Talamona il 6/8/2009.                In fede Cesare Vola





Quel'incontro chiaramente fu piuttosto emozionante, l'arciprete quel giorno dopo aver letto la lettera mi chiese se ne volevo parlare e io ovviamente risposi di si per cui avendo degli impegni mi diede un appuntamento per alcuni giorni dopo: mi chiese se volevo riprendermi la lettera e riportagliela ma io gliela lasciai: la riprese con un certo malcelato ribrezzo.
Dopo alcuni giorni tornai e esposi le mie idee che sono essenzialmente quelle espresse nella lettera, ne seguii una discussione molto civile, di circa un ora io proponevo le mie tesi e lui le trattava con sufficienza. Ad ogni modo finita la discussione mi chiese se doveva inoltrare la lettera che stava sulla sua scrivania al vescovo e io dissi di si: ci rimase un po' male, mi dispiace ma era necessario per la sua crescita spirituale.
Quando uscii e mi trovai in strada mi vennero addosso delle emozioni strane e mi resi conto della ragione per cui avevo aspettato anni a farlo e della ragione per cui molte persone non cristiane trovano tutte le scuse per non fare atto di apostasia: sentii una strana pressione nel petto che poi si sciolse e mi guardai in giro in preda a una strana ubriacatura: era avvenuta in me una emancipazione ma ora mi sentivo solo e sperduto nel mondo...
Ad ogni modo tale emozione poi è passata e ora quel senso di solitudine si è mutato in un bel senso di pienezza, di appartenenza alla grande comunità umana: la setta cattolica mi dava solo un falso senso di appartenenza che poi generava una profonda solitudine: l'emancipazione mi ha dato un vero senso di appartenenza ad una comunità più grande: l'umanità.

mercoledì 14 dicembre 2011

Ecco il bosone di Higgs, per chi vuol credere.

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Dalle notizie che giungono dal CERN di Ginevra riportate dal "Corriere della sera" qui pare proprio che il bosone di Higgs esista, e la cosa non mi sorprende affatto.
Ma andiamo per gradi: che cos'è il bosone di Higgs? E che cosa si sta facendo al CERN.
Al super acceleratore di Ginevra succede questo: si prende dell'idrogeno e lo si scalda in modo che la temperatura rompa i legami tra elettroni e protoni, dopo di che attraverso dei campi elettrici prodotti con delle griglie si accelerano i protoni (il protone carico passando attraverso due griglie caricate in modo opposto riceve una spinta, dopo di che lo si fa girare in più percorsi ad anello in modo da continuare a dargli calci e a farli sempre più accelerar) quando si raggiunge la velocità deisiderata li si fa scontrare uno contro all'altro: a questo punto i protoni che si scontrano danno luogo alla produzione di un gran numero di particelle (ovvero oggetti più piccoli di un atomo) e di eventi  e attraverso i rilevatori si raccolgono tutti i dati cercando di eliminare tutti i vari disturbi che si presentano. A questo punto in questo marasma a particolari energie, ovvero velocità, si dovrebbero produrre degli eventi particolari riconducibili alla presenza dell'Higgs che non è una particella vera e propria, ma una particella che rende più probabili una deviazione in una particolare direzione.
Tutto chiaro no?E' una cosa complicatissima, e queste macchine producono una quantità enorme di eventi (dunque di gigabyte di dati al secondo) i quali vengono analizzati per mesi da molti computer messi in rete in modo da eliminare tutti gli errori e da far emergere l'evento che interessa tra un gran numero d'altri.
Ma questo è solo l'aspetto sperimentale, l'aspetto teorico è anche questo molto complesso: infatti la teoria che descrive questi fenomeni, e che prevede l'esistenza del bosone di Higgs, in realtà è non solo complicatissima ma non permette di fare calcoli esatti: per cui per calcolare si usano delle complicatissime formule empiriche a cui si sommano piccole correzioni teoriche. Ovviamente per fare questi calcoli ci vogliono molti computer messi in parallelo.
Per cui essendo una faccenda così complessa ci lavorano in molti "specialisti" ognuno dei quali fa solo la sua piccola parte di teoria, sperimento o calcolo numerico: poi si impacchetta tutto e se la teoria e l'esperimento producono particolari risultati ad una determinata energia ecco che esiste il bosone di Higgs. Nel frattempo si sono pubblicati migliaia di articoli teorici, sperimentali o di calcolo e migliaia di fisici hanno impostato la loro carriera proprio su questo campo e sperano che i risultai tornino anche perché devono rendere conto di tutti i soldi spesi per fare l'esperimento: decine di migliaia di euro.
E' chiaro che si può essere perplessi su tutto ciò, sopratutto se si pensa che anche se il bosone esistesse la fisica della particelle elementari resterebbe piena di problemi e di cose incomprese, che non ci sarebbero risvolti tecnologici e non si può neanche affermare di conoscere ciò che è successo al Big Bang in quanto le energie in gioco sono infinitesime rispetto a quelle che ci sarebbero state nei primi istanti dell'universo.
Infine c'è un altra faccenda: la ripetibilità dell'esperimento. Infatti i sostenitori della scienza affermano che si può accettare una verità scientifica solo nel caso in cui una tale scoperta viene confermata da laboratori indipendenti: ciò serve a evitare che uno o un gruppo di scienziati possa affermare quello che gli pare. Purtroppo l'acceleratore del CERN è l'unico in grado di effettuare un tale esperimento per cui qualsiasi risultato produca non verrà mai (nei prossimi decenni) confermato o smentito da un laboratorio indipendente. Per tale ragione al CERN si sono messi due rilevatori indipendenti in modo che uno possa smentire quello che dice un altro e se affermano la stessa cosa allora si ha la conferma; per quel che mi riguarda ciò non mi basta di certo in quanto non credo possibile che due gruppi di scienziati che stanno nella stessa città e che si trovano negli stessi laboratori e negli stessi pub e soprattutto che fanno parte della medesima comunità che ha interesse ha produrre un risultato positivo dopo anni di fallimenti (il fatto che si possano parlare e far tornare i risultati è una concreta possibilità in quanto cose del genere in passato sono già successe e documentate).
Per cui non mi stupisce che si stia scoprendo che il bosone di Higgs esiste; tutto sommato l'umanità ha bisogno di storie e ha bisogno di credere di vivere in un mondo conosciuto, ciò è tranquillizzante in quanto non c'è nulla di più difficile da digerire dell'ignoto. E così ci si vuole raccontare che esiste una scienza capace di andare a fare luce su tutte le problematiche per cui si è tutti li ad aspettare e a sperare di scoprire l'esistenza di questa famosa "particella di dio" e si finirà con lo scoprirla. Ma, a parer mio, la scienza è un altra cosa, questo assomiglia di più a una nuova religione.

lunedì 5 dicembre 2011

Bye bye Bill Gates passo a Ubuntu.

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Ebbene si, alla fine mi sono deciso; dopo anni passati a installare sistemi operativi Open Source forse questa è la volta buona che abbandono definitivamente il buon vecchio Bill per il mondo Linux.
Ora ricordo la prima volta che un mio amico mi mise su il Linux sul mio computer, era una release (ovvero una delle tante versioni) Red Hat 6 punto qualcosa, ricordo che partì e funzionò e mi parve già un gran successo ma purtroppo non riuscii a farci gran che: le periferiche non si installavano. Poi ogni tanto mettevo una nuova realese: (Suse, Mandrake...) ci studiavo per alcuni giorni, facevo funzionare qualcosa, impazzivo a cercare i driver, ma poi mi arrendevo. Ad ogni modo la Mandrake l'ho usata per qualche anno, assieme a Windows, ma il software era limitato, e la adoperavo soprattutto per andare su internet, per evitare i problemi di virus e animaletti vari, ma per i giochi, e il software mi appoggiavo al windows.
Veniamo a oggi, da anni mi parlano bene di Ubuntu e volevo metterlo ma sul mio vecchio fisso per qualche ragione non funzionava (lo installavo ma il computer si impiantava dopo secondi) probabilmente un programmatore esperto avrebbe risolto il problema ma io solo uno smanettone (è stato sempre questo il problema con Linux avere dei problemi che richiedono studio per risolverli); alla fine ho deciso di comprare questo portatile un TravelMate Acer attratto dal fatto che lo vendevano senza Windows (per cui costa solo 350 € non dovendo sborsare l'obolo di 100 € a Bill) e con una versione di Linux, il Linpus nativo.
Fatto l'acquisto e il computer è arrivato, Linpus si è rivelato una delusione, è un sistema operativo con pochissime funzionalità; ad ogni modo ho messo Ubuntu, è stato facile: nessun problema ( a parte che la chiavetta internet Alcatel che non funziona e ho dovuto cambiarla) e funziona tutto benissimo. Ora tramite Ubuntu il mondo Linux è diventato molto più funzionale e facile da usare anche per uno smanettone come me. Ho provato anche a mettere il Wine, un programma che permette di far funzionare i programmi per windows, vedremo che riuscirò a incavarne.
Per cui ora scrivo sul blog dal mio portatile con Linux Ubuntu e dico by by al vecchio Bill.